Cerca che ti cerca, negli Epstein files abbiamo trovato solo pochi nomi di austriaci “importanti”: quelli di Sebastian Kurz, già cancelliere austriaco dal 2017 al 2019 e dal 2020 al 2021, di Heinz-Christian Strache, vicecancelliere di Kurz, di Heinz Fischer, già presidente della Repubblica, e di pochi altri. E non perché si fossero incontrati con Epstein o si fossero scambiati delle mail. Sono semplicemente citati in mail inviati a Epstein da altri, spesso in margine ad altre informazioni. Di Fischer, per esempio, viene riferito che “il ballo dell’Opera è iniziato subito dopo l’arrivo del presidente”. Fine della storia.
Quel che non siamo stati capaci di trovare noi, lo ha trovato invece il New York Times (altra scuola di giornalismo e altri mezzi a disposizione). Si tratta di Martin Nowak, di Klosterneuburg (Bassa Austria), dal 2003 professore di matematica e biologia alla prestigiosa università di Harward, le cui ricerche scientifiche hanno fornito importanti contributi nel campo dell’Hiv, del cancro, della leucemia e dell’evoluzione del linguaggio umano.
Nowak si è trovato, suo malgrado, a essere citato in alcuni dei 3,5 milioni di files del finanziere pedofilo morto suicida in carcere. Quelli più compromettenti sono due. Nel primo, Nowak comunica a Epstein: “La nostra spia è stata catturata dopo aver completato la sua missione”. Epstein gli risponde: “L’avete torturata?”. Difficile capire a quali spie e a quali torture i due volessero riferirsi.
Quel che è certo è che Nowak ed Epstein erano molto amici. Il finanziere era un importante sponsor delle attività di ricerca del professore venuto dall’Austria, in particolare del Ped (Programma per le dinamiche evolutive), istituito da Nowak nel 2003. Secondo un rapporto di Harvard del 2020, Epstein aveva donato 6,5 milioni di dollari all’università, finalizzati all’istituzione del Ped guidato da Nowak.
Sarà per il ricco aiuto in denaro, sarà per l’amicizia esistente tra i due, Epstein aveva libero accesso all’istituto diretto da Novak. Anzi, disponeva addirittura di una stanza a lui riservata e da tutti nota come “l’ufficio di Jeffrey”. Il citato rapporto del 2020 riferisce che Epstein avrebbe visitato più di 40 volte il “suo” ufficio in One Brattle Square. “Epstein era regolarmente accompagnato in queste visite da giovani donne, descritte come ventenni, che fungevano da sue assistenti”, si legge nel rapporto. Lo stesso rapporto non specifica chi fosse presente agli incontri, descrivendoli semplicemente come “illustri studiosi di Harvard e di altri settori scientifici e matematici e, occasionalmente, individui coinvolti nella vita pubblica”.
Le visite di Epstein continuarono anche dopo che nel 2008 Epstein fu condannato per aver adescato una minore alla prostituzione. Per non aver preso immediatamente le distanze dal pedofilo, nel 2021 (l’anno dopo la stesura del rapporto citato sopra) Nowak sarà sospeso dall’insegnamento e da ogni attività di ricerca, con mantenimento dello stipendio.
Secondo il rapporto, peraltro, non Nowak, ma l’ex rettore dell’università Lawrence H. Summers avrebbe sollecitato le donazioni di Epstein al Ped. Viene citato Lawrence Lessig, docente alla Harvard Law School. Questi afferma che Summers fu fondamentale nello sviluppo dei legami di Epstein con l’Università. Il Ped di Nowak “aveva un rapporto con Epstein, perché l’amministrazione gli aveva detto che doveva averne uno, che doveva mantenerlo e che doveva sostenerlo”, ha affermato Lessig. In altre parole, a Nowak era stato chiarito fin dall’inizio che il suo compito nella gestione del centro di ricerca era quello di continuare a incoraggiare il finanziamento del suo principale sponsor, cioè Epstein.
L’”esilio” di Martin Nowak termina nel marzo 2023. Ne dà notizia The Harvard Crimson, giornale degli studenti dell’ateneo. “Il professor Martin A. Nowak – vi si legge – sanzionato nel 2021 per i suoi legami con Jeffrey E. Epstein, ha riacquistato i suoi privilegi di consulenza e ricerca”. Il preside del dipartimento di Biologia, Scott V. Edwards, e quello del dipartimento di Matematica, Michael J. Hopkins, dichiarano al giornale di aver ricevuto dal preside di Scienze, Christopher W. Stubbs, l’ordine di “dare il bentornato al dottor Nowak nei nostri rispettivi dipartimenti”. “Non ricordo i dettagli – ha affermato Scott V. Edwards – ma sostanzialmente tutte le sanzioni sono state revocate”.
A chi andrà l’ingente patrimonio lasciato da Epstein dopo la sua morte (o di ciò che resterà di quel patrimonio, dopo che saranno state risarcite le tante parti lese?). Nel testamento redatto in carcere dal finanziere pedofilo due giorni prima del suicidio figurano una quarantina di beneficiari e tra questi anche il professore austriaco di Harvard, cui aveva destinato 5 milioni.
NELLA FOTO, Jeffrey Epstein con addosso una felpa dell’università di Harvard.
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