Abbiamo ancora davanti agli occhi la figura di Saif el Islam, figlio secondogenito di Gheddafi, presente al funerale di Jörg Haider, in una fredda mattina di ottobre del 2008. Unico straniero (a parte i presidenti di Veneto e Friuli Venezia Giulia, Giancarlo Galan e Renzo Tondo) salito a Klagenfurt per rendere omaggio al leader della destra austriaca, rimasto vittima di un incidente stradale. Chiuso in un elegante cappotto nero lungo fino al ginocchio, occhiali da sole, cravatta anch’essa nera e capo scoperto, come si conviene in simili circostanze. Se ne stava nel corteo funebre, un po’ defilato rispetto al “gotha” della politica austriaca.
Ora anche Saif el Islam è giunto al capolinea, trapassato dai proiettili di quattro sicari penetrati nella sua casa, nella città di Zintan, Libia occidentale. Aveva 53 anni. “Caduto come un martire”, ha dichiarato a una radio il cugino Hamid Gheddafi. Per mano di chi? Difficile dirlo in una Libia lacerata dal caos e dalle lotte intestine seguite alla cosiddetta “primavera araba”. Di certo Saif el Islam era il figlio “più politico” di Gheddafi, quello che avrebbe potuto sostituire il padre alla guida di una Libia più occidentalizzata e che anche ora, sia pure lontano da Tripoli, continuava a tessere un progetto politico che per molte fazioni rivali rappresentava una minaccia.
La presenza di Saif el Islam Gheddafi a Klagenfurt, 18 anni fa, era dovuta alla lunga amicizia del rampollo libico con Haider. I due si erano conosciuti a Vienna, dove Saif aveva acquistato una villa nel quartiere residenziale di Döbling, per frequentare l’università privata Imadec (International management development consulting). I due si erano subito piaciuti.
Anche a Gheddafi padre – come avevamo scritto in questo blog il 22 ottobre 2011– Haider aveva fatto più volte visita, accompagnato spesso da uno stuolo di imprenditori. Viaggi che avevano suscitato discussioni e polemiche in Austria, anche perché le motivazioni economiche si erano rivelate insussistenti: non sembra infatti che nessuna azienda austriaca avesse beneficiato di contratti di lavoro con il rais. Nel 2002 Haider aveva fondato la Società austro-libica che, a suo parere, avrebbe dovuto offrire “un contributo al processo di pace in Medio Oriente”. Alla sua morte la presidenza era stata assunta dalla vedova Claudia.
Del figlio Saif el Islam la stampa austriaca aveva riferito l’ultima volta nell’aprile del 2007, quando la direzione della Polizia federale di Vienna gli aveva concesso un’autorizzazione al porto d’armi, valido in Austria e, di conseguenza, sull’intero territorio dell’Unione Europea. Un deputato dei Verdi aveva gridato allo scandalo: “Di nuovo le autorità privilegiano un gangster”. La polizia aveva replicato che “ognuno in Austria può richiedere un simile documento”.
In Austria Saif non aveva mai avuto necessità di usare quell’arma. Forse gli sarebbe servita di più nella sua casa di Zintan, sulle montagne brulle della sua Libia.
NELLA FOTO, l’ultimo incontro di Saif el Islam Gheddafi con Jörg Haider, avvenuto il 16 agosto 2007 a Velden (qui davanti allo Schlosshotel).
______________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina