Venerdì 6 Marzo 2026

C’è una soluzione all’irrisolto problema delle liste di attesa per visite mediche specialistiche, esami di laboratorio, interventi chirurgici: escludere gli immigrati richiedenti asilo da tali prestazioni sanitarie. Del resto, perché dovrebbero beneficiarne, visto che non hanno pagato – o non hanno ancora pagato – un euro per tali servizi? Messi alla porta gli immigrati, i cittadini austriaci riuscirebbero finalmente ad avere in tempi ragionevoli le cure mediche di cui hanno bisogno. Ad avanzare una proposta del genere è stato il cancelliere Christian Stocker (Övp). “Non riesco a capire – ha dichiarato – perché le persone che hanno versato i contributi per molto tempo debbano aspettare troppo a lungo per un appuntamento o addirittura vengano respinte, mentre allo stesso tempo le persone che non hanno mai versato beneficino immediatamente della copertura completa”.

La proposta del cancelliere è stata accolta con favore dal suo partito. Matthias Zauner, responsabile regionale dell’Övp Bassa Austria, ad esempio, ha visto in questo modo risolta la controversia sui cosiddetti “pazienti ospiti”, quelli che, non riuscendo a ottenere l’assistenza sanitaria nel loro Land, si riversano su Vienna, intasando le strutture mediche della capitale. “Nelle scorse settimane e negli scorsi mesi – ha osservato – i nostri pazienti sono stati spediti negli ospedali di Vienna”, mentre altri, “senza aver pagato un centesimo nel sistema” sanitario, ricevono il trattamento di cui hanno bisogno.

Idem il ministro degli Interni Gerhard Karner, che, intervistato alla radio, ha lodato la soluzione del cancelliere, “perché in questo modo viene eliminato il fattore di attrazione”, quello per il quale gli immigrati arriverebbero in Austria attratti dalle cure mediche di cui potrebbero servirsi. Tolte quelle cure – il ragionamento sembra questo – verrebbe meno uno dei motivi del loro lungo viaggio fino alla repubblica danubiana.

Il problema è che gli alleati di governo di Stocker – il Partito socialdemocratico (Spö) e Neos (liberali di centro) – non la pensano allo stesso modo. Il ministro della Sanità, socialdemocratico, ritiene che una limitazione delle prestazioni sanitarie agli immigrati non abbia senso, né sul piano economico, né su quello medico. Anche Neos ritiene la trovata del cancelliere di difficile applicazione, a cominciare dalla definizione di quali servizi debbano essere prestati e quali no. Un ricovero per fratture sì, ma senza radiografie? Una broncopolmonite sì, ma senza ricovero ospedaliero?

La distinzione tra pazienti austriaci a full service e pazienti non austriaci a mezzo servizio comporterebbe nell’immediato notevoli costi amministrativi e nel lungo periodo ulteriori costi per le malattie croniche. Gli ospedali si riempirebbero di ospiti non curati in tempo. La stessa logica che ispira la medicina preventiva, che ha un costo, ma serve, per esempio, a individuare in tempo un tumore al seno. In tal modo non si salva soltanto la vita alla paziente, ma si evitano anche gli enormi costi per cure chemioterapiche.

E i medici che ne pensano? La risposta l’ha data la Camera dei medici, sentita al Mittagsjournal: “Ci richiamiamo al giuramento di Ippocrate e alla legge sui medici, che contiene la seguente clausola: un medico è tenuto a prendersi cura coscienziosamente di ogni persona sana e malata ammessa a visita o trattamento medico, senza distinzione di persona”.

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