Martedì 14 Aprile 2026

I Wiener Symphoniker ormai conoscono la strada che porta al mare. Per due anni consecutivi hanno trasferito a Trieste il loro tradizionale concerto di primavera, che ora non si chiama più “Primavera a Vienna”, ma “Primavera da Vienna”. Per il Friuli Venezia Giulia è un arricchimento insperato, che si spera possa continuare anche nei prossimi anni.

Nel frattempo il Chamber Ensemble, costola dei Wiener Symphoniker, tornerà a farci ascoltare la sua musica, questa volta però non a Trieste, ma alla Villa Manin di Passariano di Codroipo, residenza in terraferma dell’ultimo doge di Venezia, Lodovico, costretto ad abdicare nel 1797 in seguito all’arrivo delle truppe di Napoleone. L’anno successivo, come è noto, con la firma del trattato di Campoformido, i territori della Repubblica di Venezia saranno ceduti da Napoleone all’Austria, ponendo fine alla millenaria storia della Serenissima.

Non siamo certi che i Symphoniker di Vienna fossero consapevoli di questo capitolo della storia italiana ed europea. Altrimenti i loro concerti a Trieste e a Passariano potrebbero assumere il significato di avvicinamento di due luoghi dal valore simbolico: Trieste, che nel 1382 “si diede” all’Austria, e il Veneto (di cui Passariano ospita l’ultima residenza dogale), che invece fu ceduta all’Austria contro la sua volontà. La scelta di Villa Manin per il concerto del Chamber Ensemble è dovuta al caso o, più probabilmente, alla concomitante chiusura della mostra sui Confini, ospitata nelle sue sale nei mesi scorsi.

L’ensemble è composto da quattro musicisti della prestigiosa orchestra: Stefan Pöchhacker (violino), Martin Rainer (clarinetto), Michael Günther (violoncello) e Bogdan Laketic (fisarmonica). Essi – come ci suggerisce il Consolato onorario d’Austria, nell’annunciare l’evento – incarnano l’essenza della tradizione musicale viennese: un suono raffinato e immediatamente riconoscibile, capace di coniugare il rigore della tecnica classica con la vivacità della cultura urbana di Vienna. Attraverso il loro dialogo musicale, il pubblico potrà cogliere la ricchezza dei legami tra epoche, stili e influenze culturali che hanno reso Vienna una delle capitali mondiali della musica.

Il programma crea connessioni sorprendenti tra epoche e linguaggi: Johann Sebastian Bach dialoga idealmente con Gustav Mahler, mentre Johann Strauss e Richard Strauss si incontrano in un gioco di rimandi e trasformazioni. Non mancano momenti ironici e spiazzanti, in cui Giacomo Puccini e Franz Lehár si intrecciano in un immaginario dialogo musicale, e Joseph Haydn viene riletto con sorprendente libertà espressiva.

Un intervento speciale di Pierpaolo Foti

In aggiunta al programma ufficiale, la serata vedrà la partecipazione del talentuoso violinista Pierpaolo Foti, noto per il suo approccio innovativo alla musica classica e per la sua abilità nel fondere tradizione e contemporaneità. Foti, che ha conquistato palcoscenici internazionali da New York a Istanbul, accompagnerà il pubblico con un’esibizione che unisce tecnica rigorosa e libertà espressiva, portando la sua interpretazione unica a una dimensione ancora più coinvolgente. Foti ha collaborato con artisti di fama mondiale come Jovanotti, Nek e Benny Benassi e ha recentemente incantato il pubblico a eventi prestigiosi come il Jova Beach Party e le Paralimpiadi di Rai 2.

Durante la serata saranno presentati anche alcuni nuovi arrangiamenti del compositore austriaco Martin Rainer, membro dell’ensemble, offrendo al pubblico una prospettiva originale e contemporanea sul repertorio viennese.

Il concerto, intitolato “La notte dei confini”, si terrà nella piazza tonda di Villa Manin sabato prossimo, 11 aprile, con inizio alle 19.45.

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