Martedì 19 Maggio 2026

Cessa l’attività per fallimento lo “Johann Strauss Museum” al Naschmarkt di Vienna. Era stato inaugurato nel novembre 2024, in occasione del 200. anniversario della nascita del re del valzer. Chiude i battenti dopo soltanto un anno e mezzo di agonia: dal giorno dell’apertura al pubblico la sua facciata era rimasta perennemente nascosta dalle impalcature di un cantiere di restauro che non ha mia completato i lavori. Anzi, a dire il vero, non li aveva nemmeno iniziati. Chiaro che in condizioni del genere era difficile, per non dire impossibile far avvicinare i visitatori.

Prima di proseguire con la narrazione di quella che è stata definita “una tragedia in tre quarti” (tre quarti è il tempo dei valzer), dobbiamo rassicurare i lettori: quello che chiude è solo l’ultimo dei musei di Vienna dedicati agli Strauss. Ce n’è uno al Prater, nella casa dove Johann Strauss figlio visse e compose il celebre valzer “Sul bel Danubio blu”. E ce n’è un altro, di certo il più importante, nel quartiere di Döbling, in quel “Casino Zögernitz”, dove un tempo si esibiva il re del valzer in persona, le cui sale originali sono state accuratamente restaurate e riaperte ai visitatori nel gennaio 2024. Ora si chiama “House of Strauss”.

Lo “Johann Strauss Museum” che ora chiude era il più recente dei tre e si differenziava dagli altri perché dotato di moderne tecnologie, che offrivano al visitatore un’esperienza multimediale, compresa la possibilità di metter mano a una “Komponiermaschine”: una “macchina” con la quale chiunque, anche senza competenze musicali, poteva comporre a capocchia un proprio valzer. La sede espositiva era stata allestita da una società privata, che l’aveva lanciata con lo slogan: “Nuove dimensioni. Informativo. Immersivo. Interattivo”.

Ora quella società ha gettato la spugna e ha presentato istanza di fallimento, citando come motivo della chiusura un “ciclo infinito di cantieri, impalcature e ritardi” che aveva “reso praticamente impossibile il regolare svolgimento delle attività museali”. L’accusa è rivolta al proprietario dell’immobile, responsabile di “un approccio apparentemente scoordinato” nell’esecuzione dei lavori.

Proprietario è Unicredit Bank Austria, che tuttavia non è d’accordo e spiega il perché. Il museo è (o dobbiamo dire ormai “era”) ospitato in un edificio Art Déco del Naschmarkt, al centro di molte vicissitudini negli ultimi vent’anni. Chi conosce Vienna sa che il Naschmarkt si trova nel centro della città, a due passi dall’Opera e dalla Secession. Fino al 2007 il palazzo aveva ospitato l’Ufficio del turismo austriaco. Poi era stato acquistato da Novomatic, la società che gestisce case e sale da gioco in mezzo mondo (anche in Italia). Nel 2021 Novomatic lo aveva a sua volta venduto all’immobiliarista Lukas Neugebauer.

Non era stato un passaggio fortunato. Nel 2024 sono fallite diverse società di Neugebauer e nell’ottobre dello stesso anno erano state avviate procedure esecutive nei confronti dei suoi beni, compreso il palazzo al Naschmarkt, acquistato da Unicredit Bank Austria. Ma l’istituto non aveva potuto mettervi mano. “Finché la procedura di insolvenza contro il signor Neugebauer sarà in corso – spiega un portavoce della banca – non possiamo fare nulla”. Responsabile della modifica della facciata, su cui verranno ripristinati i colori originali rosso e bianco, è Neugebauer.

NELLA FOTO, la facciata del museo al Naschmarkt ricoperta da impalcature. Da notare sopra il tetto il logo superstite di “Admiral”, uno dei marchi con cui Novomatic è conosciuto anche in Italia.

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