Il Sommernachtskonzert (il Concerto di una notte d’estate) che i Wiener Philharmoniker hanno offerto qualche giorno fa al pubblico di Vienna, nella magica cornice del parco di Schönbrunn, potrebbe essere l’ultimo. Non per ragioni meteorologiche (in molte edizioni precedenti la pioggia aveva guastato la festa, ma allora la data cadeva in maggio, benché maggio non sia ancora estate), ma per ragioni finanziarie.
Il concerto, come tutti sanno, è un “regalo” che l’orchestra viennese fa al suo pubblico. Chiunque può accedere liberamente al parco di Schönbrunn e ascoltarne la musica, senza pagare biglietto. L’esibizione, infatti, è gratis (o “graduida”, come direbbe una nostra conoscenza), ma all’orchestra costa 2 milioni. I maestri per quella sera non percepiscono alcun compenso, ma palco, luci, impianti audio, sicurezza, trasporti, pulizia, servizi di assistenza hanno un prezzo.
Gran parte degli oneri vengono sostenuti dai Philharmoniker, direttamente o attraverso i loro sponsor, mentre il governo federale e il Comune contribuiscono ciascuno con circa un quarto del costo (250.000 euro). Così in tutti i concerti precedenti. Quest’anno, invece, l’assessora alla cultura di Vienna, Veronica Kaup-Hasler, ha negato il contributo della città, per ragioni di bilancio. Il bilancio del Comune, infatti, ha registrato lo scorso anno un deficit di 2,84 miliardi, che ha fatto salire l’indebitamento complessivo a quasi 15 miliardi. Vienna, dunque, non è “rossa”, come si usa dire, perché amministrata da sempre da socialdemocratici, ma anche perché ha i suoi conti profondamente in rosso.
La retromarcia dell’assessora Kaup-Hasler ha gettato nel panico i Philharmoniker. Concerti del genere non si organizzano da un giorno all’altro e il direttore dell’orchestra – quest’anno il giovane maestro svizzero Lorenzo Viotti – va “prenotato” con almeno un anno di anticipo. Per qualche tempo si è ipotizzato addirittura di cancellare l’evento. Appena in tempo è intervenuto, deus ex machina, il sindaco Michael Ludwig, che a sorpresa ha ripristinato il sussidio. Non completamente, ma almeno nella misura di 100.000 euro. Tanto è bastato perché i Philharmoniker si dessero da fare, riuscendo a trovare un nuovo sponsor nell’Abu Dhabi Festival, che ha messo la differenza.
E così anche il Sommernachtskonzert 2026 ha potuto aver luogo secondo il programma prestabilito. E già si pensa al “Konzert” del 2027, se mai si troveranno i fondi per finanziarlo.
NELLA FOTO, la violinista dei Wiener Philharmoniker, mentre esegue la Méditation dall’opera Thaïs, di Jules Massenet. Note da brivido nella torrida notte di Vienna.
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