Non nevica? Non piove? Il pensiero va subito ai poli sciistici, dove si deve ricorrere ai cannoni della neve (che non la producono gratis), o alle campagne minacciate dalla siccità. In realtà la carenza di precipitazioni ha anche altre conseguenze, di cui spesso non si tiene conto: la produzione di energia idroelettrica. Conseguenze rilevanti e preoccupanti in regioni come la Carinzia dove proprio l’elettricità prodotta dalle sue centrali idroelettriche copre gran parte del suo fabbisogno annuale.
Il 2025 e l’inizio del 2026 sono stati tra i meno piovosi degli ultimi tempi (le recenti nevicate hanno mitigato solo in parte la situazione) e ciò ha avuto ripercussioni sulla produzione di energia di Kelag, la società che produce e fornisce corrente elettrica nel Land (la sigla sta per “Kärntner Elektrizitäts Aktiengesellschaft”, che significa “Società per azioni dell’elettricità in Carinzia”).
Qualche dato. Le 10 centrali lungo il fiume Drava hanno visto ridotta la produzione del 20% e anche l’attuale produzione è sensibilmente sotto la media. Gli sbalzi di produzione sono soprattutto stagionali, ma talvolta si prolungano più del solito. Questa è una di quelle volte. Sono incominciati nel maggio scorso e durano fino a oggi. La seconda metà del 2025 è stata la terza più povera d’acqua da quando si sono iniziate le rilevazioni. Solo le estati del 1971 e del 2022 sono state peggiori. Kelag ha stimato un calo di produzione del 27%, che è sceso al 40% in gennaio.
Nella produzione idroelettrica si distinguono le centrali collocate lungo il corso dei fiumi, che producono elettricità attraverso lo scorrimento dell’acqua (senza che vi sia un bacino di raccolta), e le centrali in quota, che sfruttano l’acqua raccolta in ampi bacini chiusi da dighe. I primi sono detti “Laufkraftwerke”, i secondi “Speicherkraftwerke”. Quando l’acqua dei fiumi, come la Drava, scende sotto un certo livello le “Laufkraftwerke” non funzionano più o funzionano poco e si deve ricorrere alle “Speicherkraftwerke”. In gennaio la Carinzia ha soddisfatto gran parte del suo fabbisogno elettrico attingendo alle seconde, che pure erano riempite soltanto al 67% della loro capacità.
Anche in anni “normali” la produzione idroelettrica in gennaio copre soltanto il 40% del fabbisogno del Land. Per evitare che le luci si spengano, Kelag deve acquistare la corrente elettrica mancante da altri fornitori, in Austria o all’estero. Appare evidente la necessità di diversificare la produzione e tale necessità appare ancora più evidente in situazioni di emergenza, come quella causata dall’aggressione all’Iran di questi giorni.
NELLA FOTO di Dieter Arbeiter, lo sbarramento sulla Drava della “Laufkraftwerk” di Ferlach-Maria Rain.
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