Franz Josef Smrtnik, membro del Landtag (consiglio regionale) della Carinzia, è stato ammonito dal presidente Christoph Staudacher, perché nel suo intervento in aula (in discussione era il rapporto sull’attività venatoria in Carinzia) si era rivolto ai colleghi con alcune parole in lingua slovena. La sua lingua. Staudacher è stato inflessibile: “C’è una sola lingua ufficiale, signor consigliere – ha detto – la smetta o le darò una ammonizione”. Fino a quel momento Smrtnik, che appartiene alla minoranza slovena del Land, ma è stato eletto nella lista del Team Kärnten, si era limitato alle parole “lep popoldan!” e “lovski blagor!”, che significano “buon pomeriggio” e “buona caccia”. Quando alla fine ha salutato con un “hvala” (“grazie”) e ha menzionato il coro dei cacciatori di Bad Eisenkappel con il nome “Lovski zbor Železna Kapla” (che è il nome del coro), gli è arrivata l’ammonizione del presidente.
Come ciò possa accadere nell’anno 2026 è incomprensibile. Sembra di essere tornati a vent’anni fa, nell’era di Jörg Haider, che voleva un Land “einsprachig”, dove si parlasse una sola lingua, il tedesco. La Carinzia “monolingue” era stato uno dei dieci obiettivi del programma con cui si era presentato alle elezioni del 2004, le sue ultime elezioni prima della tragica morte nell’incidente stradale di Lambichl.
La svolta era avvenuta nel 2013, con le elezioni vinte dall’Spö, il Partito socialdemocratico, che avevano portato al governo del Land Peter Kaiser. Già nella seduta di insediamento si era capito che l’aria era cambiata. Kaiser aveva pronunciato il suo primo discorso in tedesco e in sloveno e il presidente dell’assemblea quella volta non aveva avuto nulla da eccepire.
Perché invece questa volta si è assistito a un tale ritorno al passato e soltanto per un paio di parole di convenevoli in sloveno? Ovviamente la risposta sta nella persona del presidente, Christoph Staudacher, esponente dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, che in questa occasione ha riscoperto anche l’anima sciovinista del suo gruppo. In Carinzia – ma anche negli altri Länder e al Parlamento nazionale – i presidenti dell’assemblea consiliare sono tre, in rappresentanza di partiti diversi in base al numero dei seggi. Primo e terzo presidente sono esponenti dell’Spö, secondo presidente è il citato Staudacher.
Nella seduta in cui si discuteva di caccia era Staudacher di turno ed ecco il perché del richiamo al collega della minoranza slovena. Sul piano formale poteva farlo, perché l’art. 4 del regolamento stabilisce che il tedesco è la lingua ufficiale del Landtag. Sul piano politico quell’ammonizione superflua per le poche parole in sloveno del collega Smrtnik rappresenta uno scossone, seppur piccolo, al lavoro svolto in 13 anni dall’amministrazione Kaiser per riunificare la Carinzia e rasserenare i rapporti tra la maggioranza tedescofona e quella slovena. È come se Staudacher, che appartiene a un partito che attualmente ha la maggioranza nei sondaggi, avesse voluto lanciare il messaggio: attenti, stiamo per tornare e decideremo noi chi sono i cittadini di serie A e quelli di serie B.
NELLE FOTO, il consigliere Franz Josef Smrtnik, durante il suo intervento, e il presidente del Landtag, Christoph Staudacher, che gli infligge l’ammonizione per le parole pronunciate in sloveno.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina