Il caso del direttore licenziato dalla Scuola di equitazione spagnola di Vienna si sta sgonfiando. Era accusato di viaggi, vacanze e pranzi con famiglia e amici messi in conto all’istituzione, ma ora tutte le accuse sono cadute. “Non è possibile dimostrare alcuna condotta criminale da parte dell’ex direttore generale, il dott. Alfred Hudler”, si legge in una nota della Procura di Stato di Vienna, per cui “non sussistono i presupposti per un ulteriore procedimento penale”. Già il 7 maggio avevamo riferito che parte delle accuse erano state archiviate e che i legali di Hudler avevano chiesto che l’intera vicenda fosse archiviata. Ora la vicenda, almeno sul piano penale, è chiusa.
La scorsa estate Alfred Hudler era stato licenziato in mezzo a una tempesta mediatica. A sollevare il caso era stato Johannes Abentung, segretario generale e braccio destro del ministro dell’Agricoltura Norbert Totschnig (la storica Scuola di equitazione fa capo a questo ministero), che aveva sollecitato il licenziamento del direttore, senza una approfondita verifica delle accuse mosse nei suoi confronti, che ora si sono rivelate infondate o quanto meno non dimostrabili.
In seguito era emerso che il vero problema non erano state le note spese, ma la pessima gestione finanziaria dell’istituzione. Hudler se n’era andato lasciando dietro di sé un vero e proprio disastro. Nei mesi precedenti alla sua cacciata aveva lasciato fatture non pagate per un totale di 700.000 euro. Per giunta non c’era stato alcun passaggio di consegne con il suo successore, perché Hudler si era dichiarato ammalato, il che aveva complicato le cose.
Nell’estate scorsa il consiglio di sorveglianza della Scuola di equitazione spagnola aveva incaricato la società di revisione PwC di indagare sulle note spese, indagine da cui non era emerso alcun illecito. Perché allora Hudler era stato licenziato? La risposta è in una lettera che il consiglio di sorveglianza ha inviato al ministro Totschnig. In essa l’organo di vigilanza scrive di essere stato informato dal segretario generale Johannes Abentung che “il proprietario (si intende il Ministero dell’Agricoltura, proprietario della Scuola di equitazione, nda) ha perso fiducia nell’amministratore delegato” e “si aspetta un provvedimento immediato”. In altre parole, il consiglio di sorveglianza aveva deliberato il licenziamento del direttore perché così chiedeva il ministro o, quanto meno, il suo segretario generale.
Se le cose stanno davvero così, si può ben capire perché Hudler si sia rivolto al Tribunale del lavoro, per chiedere un risarcimento per i compensi che gli sarebbero spettati se fosse rimasto in carica alla direzione della Scuola di equitazione fino alla scadenza del contratto.
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