Martedì 9 Giugno 2026

Che ne sarà della Minoritenkirche, un tempo la “chiesa degli italiani” di Vienna, ora che i nuovi proprietari, la Fraternità sacerdotale San Pio X, sono in rotta di collisione con il Vaticano e rischiano di nuovo la scomunica? Continuerà alla domenica a celebrare messe in lingua italiana e quelle messe avranno ancora validità sul piano canonico, essendo officiate da ministri di “un’altra Chiesa”, non da quella cattolica romana? Sono domande che molti si pongono a Vienna, dopo che ieri il Vaticano ha minacciato i seguaci di mons. Marcel Lefevbre di scomunica, qualora dessero corso al proposito di ordinare nuovi vescovi, senza il consenso di Roma, il che configurerebbe un gesto scismatico.

La Fraternità sacerdotale, fondata nel 1970 da Lefevbre, è una congregazione di sacerdoti e di laici che si oppone alle riforme seguite al Concilio Vaticano II. I suoi seguaci, nostalgici della Chiesa preconciliare, sono rimasti fedeli alla liturgia della Messa tridentina, si oppongono all’ecumenismo e al dialogo interreligioso, accusano gli ebrei di deicidio e sono attivi nella propaganda antisemita, ritenendo autentici i Protocolli dei savi di Sion.

Il 2 febbraio, in occasione della festa della Purificazione della “sempre vergine Maria”, il superiore generale della Fraternità, don Davide Pagliarani, ha comunicato ufficialmente che il 1. luglio la congregazione ordinerà nuovi vescovi. Da allora sono passati oltre tre mesi e ieri, finalmente, il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto del Dicastero per la dottrina della fede, ha dichiarato che quelle ordinazioni costituirebbero “un atto scismatico” e “una grave offesa a Dio”, la cui conseguenza, appunto, secondo il Diritto canonico, sarebbe la scomunica. Papa Leone XIV non si è espresso ufficialmente. Continua a pregare – si fa sapere – affinché i responsabili cambino rotta. Ma è evidente che il cardinal Fernández non può aver parlato senza il benestare del Pontefice.

La vicenda, quali che siano le conseguenze delle eventuali ordinazioni episcopali, si farà sentire anche a Vienna, nella Minoritenkirche. La chiesa ha una storia di 8 secoli, ma la svolta che ci riguarda avviene nel 1784, quando la proprietà passa alla Congregazione italiana Maria Schnee (Madonna della neve), cui aderiscono i circa 7.000 italiani a quel tempo residenti nella capitale austriaca. La Congregazione si occupa dell’amministrazione dell’edificio di culto, fa celebrare domenicalmente messe in lingua italiana, organizza al suo interno anche una scuola italiana.

Nel 2021, improvvisamente e non senza qualche controversia con la Diocesi viennese, la chiesa viene venduta alla Fraternità sacerdotale San Pio X. Continua a essere la chiesa in cui si celebrano messe in italiano, ma ormai soltanto per i turisti italiani in visita a Vienna. Quelli residenti nella capitale si sono trasferiti nella parrocchia della Santissima Trinità, sull’Alserstrasse, gestita dall’Ordine dei frati minori conventuali, gli stessi che prima prestavano servizio liturgico e pastorale anche nella Minoritenkirche. Il trasferimento è avvenuto con la benedizione della Diocesi, che non ha condiviso il cambio di rotta nella Minoritenkirche.

Se, come ha annunciato don Pagliarani, la Fraternità sacerdotale ordinerà davvero nuovi vescovi e i suoi membri saranno scomunicati da Roma, allora vorrà dire che per la prima volta, dopo 8 secoli, la chiesa dei Minoriti, nel cuore di Vienna, non sarà il luogo di incontro e di preghiera dei cattolici. Sarà la chiesa di una setta disconosciuta dal Vaticano.

NELLA FOTO di C. Stadler/Bwag, la chiesa dei Minoriti a Vienna.

__________________________

AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina