Domenica 14 Giugno 2026

Nelle prossime settimane si riunirà il conclave per eleggere il nuovo Papa. Da ieri tv e giornali ci stanno informando nei minimi dettagli di come avverrà quell’elezione, da quando i cardinali in processione entreranno nella Cappella Sistina invocando la venuta del “Creator Spiritus” a quando il cerimoniere li chiuderà dentro a chiave in quella grande sala. Alcuni giornali austriaci hanno spiegato che la parola conclave viene dal latino “cum clave”, traducendola in “mit dem Schlüssel”, per essere compresi anche dai lettori che non hanno studiato la lingua di Cicerone.
La nuova “assemblea elettiva” presenta molte novità, una delle quali riguarda esclusivamente l’Austria: per la prima volta da decenni (ma probabilmente potremmo dire da secoli) non ci sarà nessun cardinale austriaco a dare il proprio voto per il futuro Papa. L’Austria conta un solo cardinale, Christoph Schönborn, che però in gennaio ha superato gli 80 anni: resterà cardinale a vita, ma non potrà più partecipare all’elezione papale, avendo superato la soglia di età stabilita.
Non è l’unico. Dei 252 cardinali della Santa Romana Chiesa, solo 135 hanno meno di 80 anni e possiedono quindi il diritto di voto. Tra essi gli europei sono sempre in minor numero. La Chiesa sta diventando sempre più mondiale e lo si vede dalla nazionalità dei sui “generali”. Papa Francesco ha contribuito molto a questa de-europeizzazione, facendo per la prima volta cardinale perfino un vescovo della Mongolia, nazione in cui i cattolici sono soltanto 15.000, meno degli abitanti di Codroipo.
Se fino a ieri era scontato che nella Cappella Sistina entrasse un cardinale austriaco, ora non è scontato neppure che l’Austria abbia in futuro un cardinale. Dopo il “pensionamento” di Schönborn si attendeva da Roma la designazione di un nuovo cardinale e ci si chiedeva se il titolo sarebbe spettato a Franz Lackner, arcivescovo di Salisburgo e presidente della Conferenza episcopale austriaca. Una decisione era attesa prima dell’estate. Se non per la nomina cardinalizia, almeno per la scelta del successore di Schönborn alla guida della diocesi di Vienna, ora retta da un amministratore apostolico, il vescovo vicario Josef Gründwidl. Con la morte del Papa, invece, tutto è rinviato a chissà quando.
Prima o poi Vienna avrà il suo arcivescovo, ma forse non sarà anche cardinale. Anzi, probabilmente non lo sarà.

__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina