Il Tribunale di Trieste ha disposto il pignoramento dello Schloss Seltenheim, il castello alla periferia di Klagenfurt di proprietà di Walter Mosser, l’imprenditore immobiliare austriaco e titolare della Mid Holding, la società con cui segue i progetti di riqualificazione dell’ex Fiera di Trieste a Montebello e del centro commerciale Friuli a Tavagnacco, noto come “ex-Berlusconi”.
La misura giudiziaria, come riportato oggi dal sito web del quotidiano Kleine Zeitung, è legata proprio a quest’ultimo progetto: di fronte ai ritardi della riqualificazione – l’operazione era stata annunciata dal 2019 – Friulia, la Finanziaria regionale che partecipava con una quota di sostegno alla società di Mosser, ha chiesto di essere liquidata, anche a fronte del fatto che – così si legge sulle carte – non ci si era nemmeno avvicinati alla realizzazione del progetto.
Poiché l’imprenditore non ha pagato si è passati alle vie legali, come si suol dire, con la pronuncia del Tribunale di Trieste, che ha disposto il pignoramento del castello, probabilmente nel timore che l’imprenditore non disponesse di liquidità. Ma Mosser ha smentito di non essere in grado di liquidare Friulia. Non lo avrebbe fatto non ritenendosi responsabile dei ritardi, dovuti piuttosto – a suo dire – a ostacoli burocratici. Per questo il suo legale ha presentato ricorso contro il pignoramento. La prima udienza è fissata al 27 febbraio.
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Walter Mosser, l’uomo che aveva messo gli occhi sull’ex fiera di Trieste e sul centro commerciale di Tavagnacco, alla periferia nord di Udine, non è sempre stato un operatore immobiliare. Lo è diventato quasi per caso trent’anni fa. Prima faceva l’avvocato. Solo nel 1989 aveva incominciato a occuparsi di immobili e subito dopo si era trovato a realizzare il primo MediaMarkt (è la stessa azienda che in Italia si presenta con il marchio MediaWorld) a Klagenfurt. La svolta era avvenuta dopo quell’intervento. Forse perché risultava più redditizio o più divertente.
Da allora aveva chiuso lo studio legale, per dedicarsi a tempo pieno al mondo dell’edilizia: elaborare un progetto, realizzarlo e poi affittare e vendere, per passare subito a una nuova intrapresa. In Austria, per cominciare, ma subito dopo anche in Cechia, in Slovacchia, in Ungheria, in Slovenia, in Croazia, un percorso imprenditoriale che sembra ispirarsi alle terre della vecchia monarchia asburgica.
Mancava l’Italia all’elenco. Ma nel 2017 l’ex avvocato Mosser mette piede a Trieste, l’antico porto dell’impero, per cogliere l’occasione offerta dal dismesso comprensorio fieristico, che vuole trasformare in un fantasmagorico centro commerciale. Nei suoi viaggi frequenti “nach Meer” si guarda intorno e alla periferia nord di Udine, in territorio comunale di Tavagnacco, scopre il centro commerciale che fu di Berlusconi. Anch’esso diventa oggetto dei suoi desideri.
Nel frattempo la sua società immobiliare è diventata una holding, con 150 dipendenti, che si occupa non più solo di immobili, ma anche di parcheggi (sotterranei e multipiano) e di strutture ricettive turistiche. Chi frequenta Pramollo per sciare, per esempio, forse conosce sul fondovalle carinziano l’hotel Cube, completamente ristrutturato da Mosser e trasformato un hotel di classe, dal nome ingombrante di “Franz Ferdinand”, l’erede al trono assassinato a Sarajevo.
Anche la società cambia nome: ora la holding si chiama Mid Group e si fregia del motto “shaping ideas”. È proprio così. Mosser – ora non più solo, ma assistito dal figlio Walter Leonhard – è uno che “dà forma alle idee”. E preferisce al di fuori dell’Austria, perché “all’estero – spiega alla Kleine Zeitung – tutto ci è più facile”. È probabile che abbia cambiato idea dopo le difficoltà incontrate in Friuli e a Trieste e dopo il pignoramento di Schloss Seltenheim, il castello di sua proprietà alla periferia di Klagenfurt.
“Niente di serio – minimizza il suo avvocato Alexander Klaus – abbiamo già presentato ricorso contro il pignoramento, ma è una cosa sgradevole”. Il decreto dei giudici di Trieste è stato convalidato dal Tribunale di Klagenfurt, ma per il momento è sospeso e il castello resta nella disponibilità di Mosser.
L’immobile appartiene davvero alla storia della Carinzia. Citato per la prima volta in un documento del 1193, è passato nel corso dei secoli in molte mani aristocratiche austriache, dai Liechtenstein ai Windischgrätz, da ultimo in quelle di una discendente degli Asburgo-Lorena. Ed è da questa nobildonna che Mosser l’aveva acquistato nel 2020, salvo poi pentirsene, perché il Comune non gli aveva permesso di realizzare una piazzola di atterraggio per elicotteri, da lui ritenuta evidentemente indispensabile.
Già nel 2021 aveva rimesso in vendita lo Schloss per 20 milioni. Dopo quasi quattro anni, non si è fatto avanti nessun acquirente. È arrivato, invece, il Tribunale di Trieste, con il decreto di pignoramento dell’autorità giudiziaria italiana.
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