Mercoledì 16 Settembre 2026

Da ieri la casa natale di Adolf Hitler, a Braunau, è diventata sede di un “Polizeizentrum”. In altre parole, è diventata una caserma della Polizia austriaca. Ospita una “Inspektion” (l’equivalente di una stazione dei Carabinieri), un “Bezirkskommando” (l’equivalente di una Compagnia, con competenza mandamentale) e una accademia per la formazione delle reclute.

Per l’Austria finisce così un incubo – o almeno lo si spera – durato oltre ottant’anni, perché quell’edificio a più piani, alla periferia di Braunau (Alta Austria, quasi al confine con la Germania), era diventato nel tempo meta di pellegrinaggi di neonazisti da tutto il mondo. Per 80 anni si è discusso sul che farne. Le ipotesi variavano dalla trasformazione in un museo sui crimini del nazismo all’abbattimento definitivo. La prima non convinceva, perché anche il museo avrebbe continuato a richiamare frotte di nostalgici, e l’abbattimento non era consentito dalle norme a tutela degli edifici storici (la “storicità” in questo caso non dipendeva dal personaggio che vi aveva avuto i natali, ma dal fatto che l’edificio era vecchio di quattro secoli). Non deve stupire, perciò, che qualcuno si rammaricasse che l’ingombrante casa non fosse stata bombardata dagli Alleati negli ultimi mesi della guerra. Così il problema sarebbe stato risolto sul nascere.

Il progetto di riconversione è stato elaborato dallo studio di architettura Marte Marte di Feldkich, con lo scopo di restituire alla facciata l’aspetto che probabilmente aveva avuto nel 17.mo secolo. La costruzione, infatti, risale a quel tempo e in tutti questi secoli ha cambiato spesso destinazione. In tempi lontani era stata trattoria con alloggio, con annessa produzione di birra. I piani superiori erano adibiti ad abitazione.

In uno di quelli, appunto, sarebbe venuto alla luce Hitler, tanto che negli anni tra le due guerre mondiali l’oste del piano terra ne aveva fatto un “Führer Gedenkenraum”, in omaggio al dittatore. Nel 1938, con l’Anschluss dell’Austria alla Germania, era cambiato tutto, perché l’edificio era stato requisito dal Partito nazionalsocialista. Alla caduta del Reich era tornato alla famiglia dei proprietari originari, che lo avevano affittato per ospitare prima una scuola e poi associazioni di assistenza sociale. Dal 2011 era vuoto, perché la struttura non aveva più i requisiti di legge per essere dato in affitto. Così è rimasto fino al 2016, quando è passato in proprietà allo Stato.

Da allora sono trascorsi dieci anni, perché i ministri degli Interni che si sono succeduti (e da cui dipendeva il destino dell’edificio), hanno fatto ciò che normalmente si fa, quando non si sa che pesci pigliare: hanno costituito una commissione di storici. La soluzione per il “Polizeizentrum” è venuta a fine 2023 e i tre anni successivi sono serviti per la progettazione e i lavori, che hanno comportato tra l’altro l’abbattimento di altri edifici sul retro, per far posto anche alla accademia.

Il lungo percorso si è concluso ieri, con una cerimonia alla presenza del ministro degli Interni, Gerhard Karner, del governatore dell’Alta Austria, Thomas Stelzer, del sindaco di Braunau, Johannes Waidbacher (tutti dell’Övp) e del direttore della Polizia del Land Andreas Pils. “Oggi la Polizia – ha detto il ministro Karner – si colloca esattamente all’opposto di ciò che questo luogo ha simboleggiato. Polizia significa democrazia, Stato di diritto, libertà e dignità umana, così come difesa senza compromessi contro l’estremismo e il totalitarismo”.

[Foto AFP/Kerstin Joensson e APA/Manfred Fesl]

NELLE FOTO, la casa natale di Adolf Hitler, a Braunau, come appare dopo i lavori di ristrutturazione, che le hanno restituito le forme del 1600, e il ministro degli Interni, Gerhard Karner, mentre stringe la mano ai poliziotti che da ieri svolgono il loro servizio nell’edificio.

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