In questi giorni sono stati chiusi i conti dello Stato del 2025 e la sorpresa è stata che il deficit di bilancio è sempre alto – tanto da meritare una procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea – ma non tanto alto, come era stato previsto: il 4,2% del Pil, anziché il 4,5%. La differenza sembra minima, ma è importante, perché significa miliardi di disavanzo in meno e un cambiamento di tendenza, quella all’insegna del rigore nei conti pubblici introdotta dal ministro delle Finanze, Markus Martenbauer (Spö), per riportare il deficit sotto il 3% entro il 2028.
Marterbauer è per l’Austria quello che Giorgetti è per l’Italia: appartengono entrambi a partiti che, a torto o a ragione, avrebbero la propensione a spendere oltre il dovuto per accontentare l’elettorato. Invece stanno facendo entrambi il contrario, per ridare stabilità ai conti dello Stato. L’obiettivo del 3% in Austria, tuttavia, resta una chimera, perché la guerra in Iran sta cambiando le carte in tavola. È lo stesso ministro Marterbauer (nella foto) a riconoscerlo: “Il margine di manovra che avevamo viene annullato dalla crisi energetica”. Il governo avrà meno fondi per i progetti in corso di approvazione e persino per le misure di emergenza, come quella appena decisa per ridurre di 10 centesimi al litro il costo dei carburanti.
Il 12 aprile Wifo e Ihs (sono i due principali istituti di ricerca economica in Austria) aggiorneranno le loro previsioni e quasi certamente le rivedranno al ribasso, come aveva già fatto la Banca nazionale. “Nessuno sa cosa succederà – ha commentato il ministro – Il rischio è relativamente alto”. Se verranno adottate delle misure, saranno molto mirate e parziali.
Il deficit del bilancio 2025 al 4,2% tiene conto anche dei bilanci dei Länder e del sistema previdenziale: tre punti percentuali sono stati a carico del governo federale, uno a carico dei Länder e dei Comuni e il resto a carico della previdenza sociale. Il nuovo debito contratto da Länder e Comuni lo scorso anno è ammontato a 5,6 miliardi, metà dei quali a carico di Vienna. Solo un Land ha chiuso i conti in pareggio: l’Alta Austria. In termini di debito pro capite, la Stiria ha superato la Carinzia, che finora era il Land più indebitato dell’Austria.
Complessivamente la spesa pubblica nel 2025, inclusa la previdenza sociale, è ammontata a 283 miliardi. La quota maggiore, per 127 miliardi, è stata destinata alle prestazioni sociali, di cui ben 75,6 miliardi di euro al sistema pensionistico (utilizzato anche per alcune prestazioni sociali come assegni integrativi e indennità di riabilitazione). A titolo di confronto, nel 2020 la spesa per le pensioni era stata di 52,7 miliardi.
[Foto Apa/Roland Schlager]
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