Martedì 14 Aprile 2026

Ha un bel dire Martin Kocher, governatore della Nationalbank (la nostra Banca d’Italia), che non c’è ragione di panico di fronte alle incertezze provocate dalla guerra di Trump all’Iran. I prezzi del petrolio e del gas sono aumentati bruscamente, ma i mercati prevedono un nuovo calo nel corso dell’anno. Secondo il governatore la prudenza è necessaria, perché – ha affermato – la situazione cambia di giorno in giorno. Ma è proprio l’imprevedibilità dello scenario internazionale e nazionale che inquieta gli austriaci, che hanno visto aumentare il prezzo dei carburanti alla pompa e che temono di leggere la prossima bolletta del gas.

Del resto è proprio una recente previsione della Nationalbank, di cui Kocher è governatore, ad avvertire che la crescita economica nel 2026 dovrebbe scendere allo 0,5% dallo 0,8% previsto. È solo una delle conseguenze della guerra con l’Iran sulla situazione economica austriaca. Considerato l’aumento dei prezzi del petrolio e del gas, è probabile che anche l’inflazione sia più elevata: potrebbe raggiungere il 2,7% nel 2026, anziché il 2,4% previsto in precedenza. Il picco intorno al 3% è atteso per maggio.

Secondo Kocher, peraltro, si devono prendere in considerazione due scenari. In quello più avverso l’inflazione salirebbe addirittura al 4,2% e l’economia austriaca scivolerebbe nuovamente in una lieve recessione, con un calo di 0,2 punti percentuali. Nel calcolo non si è tenuto conto delle misure che il governo sta adottando per contenere il prezzo dei carburanti, ma l’effetto sarà insignificante.

Data la situazione di incertezza, Kocher ha previsto che anche la stesura del bilancio dello Stato (in realtà il ministro delle Finanze sta pensando a un doppio bilancio per gli esercizi finanziari 2027 e 2028, da approvare prima dell’estate) sarà un compito “molto difficile”. La Banca nazionale prevede attualmente che gli effetti economici saranno di breve durata e anticipa una crescita dell’economia austriaca di circa l’1% nel 2027 e nel 2028. Ma tutto potrebbe cambiare in un attimo, a seconda che l’inquilino della Casa Bianca dichiari di “aver vinto” la sua guerra o, al contrario, decida di mettere piede sull’isola di Kharg.

NELLA FOTO (Reuters/Lisa Leutner), il governatore della Banca nazionale austriaca Martin Kocher.

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