Giovedì 29 Febbraio 2024

21.02.15 Giuseppe Conte e Mario Draghi - CopiaL’Austria ha seguito con attenzione la nascita del governo Draghi. L’Italia è il suo secondo partner commerciale: se la nostra economia funziona, funziona anche quella austriaca. Ma l’attenzione non era dovuta soltanto a un proprio interesse. Era dovuta anche alla simpatia che gli austriaci nutrono per un Paese molto amato, nonostante tutti i suoi difetti, le sue inspiegabili contorsioni politiche, ma anche le sue sorprendenti risorse umane.

L’altro ieri la notizia del giuramento del nuovo governo era stata pubblicata da tutti i giornali, con i nomi dei ministri e le note di cronaca che si sono lette anche sui giornali italiani: quanti tecnici, quanti politici, quante poche donne, quanti di destra, quanti di sinistra. Ventiquattr’ore dopo è venuto il momento di un’analisi più approfondita, a cui quasi nessun giornale si è sottratto.

Il giudizio nei confronti del nuovo governo è stato generalmente positivo, merito in gran parte dell’uomo chiamato a guidarlo. Mario Draghi anche qui in Austria gode di grandissima stima e considerazione. Qualche riserva è stata espressa sulla possibilità che il suo esecutivo riesca davvero a operare efficacemente, vista l’eterogeneità delle sue componenti. Prevale quindi un atteggiamento di cautela, in attesa di vederlo alla prova.

“Draghi – ha titolato “Die Presse” – è l’uomo giusto al momento giusto, ma non è Superman”. “L’Italia è riuscita di nuovo a sorprendere tutti. Improvvisamente un Paese in crisi, contrassegnato da drammi, capriole politiche e montagne russe, ha estratto dal cappello un governo che trasmette competenza e fiducia: il team dell’ex capo della Bce Mario Draghi tranquillizza l’establishment dell’Ue e fa respirare i mercati finanziari”. Il quotidiano conservatore di Vienna poi osserva: “Il nuovo premier italiano è la scelta migliore per un utilizzo intelligente dei soldi europei. Tuttavia non ci si può aspettare miracoli maggiori”.

“È valso davvero la pena tutto questo”, si è chiesto “Der Standard”, quotidiano liberal di Vienna. “Una crisi di governo nel bel mezzo di una pandemia? La caduta di un premier, che era amato dagli italiani, come non era accaduto da tempo ad altri prima di lui, e che tutto sommato aveva guidato il Paese con avvedutezza attraverso una crisi sanitaria epocale? Con tutto il rispetto per l’ex premier Giuseppe Conte, la risposta suona: sì, ne è valsa la pena”.

“L’Italia – spiega poi “Der Standard” – ha ora un governo più competente ed efficiente di prima. E un governo su cui l’Europa può fare affidamento: per quanto riguarda un utilizzo oculato dei 209 miliardi del Recovery Fund dell’Ue, ma anche per quel che riguarda la sua politica di bilancio”.

“L’Italia mostra la sua forza proprio in tempo di crisi”, ha titolato la “Kleine Zeitung”, quotidiano della Stiria e della Carinzia, i due Länder meridionali dell’Austria più vicini al nostro Paese. “Se ci si ricorda della stridula messa in scena, con cui il premier del bunga-bunga Berlusconi aveva contrassegnato la politica italiana, si può comprendere quanto i tempi oggi siano differenti: Mario Draghi, che da governatore della Bce aveva sorretto l’euro attraverso la crisi, ha presentato il suo nuovo gabinetto con serietà, forme sobrie e senza pathos. Il professore di economia, senza tessera di partito, ha sostituito il professore di diritto, anche lui senza tessera di partito, Giuseppe Conte, che si era dimostrato un assennato capitano in tempo di crisi dovuta al Coronavirus, ma che era caduto per le liti tra i partiti”.

Il quotidiano così conclude: “Linee di faglia sono individuabili anche nell’eterogeneo governo di Draghi. E tuttavia, proprio nella crisi la politica dei fatti torna a riemergere. Un segno di forza”.

Meno ottimistica l’analisi di “Oberösterreich Nachrichten”, quotidiano di Linz (Alta Austria): “Questo miscuglio di forze non promette per Draghi nulla di buono. In primo luogo perché deputati infedeli faranno assottigliare la maggioranza. In secondo luogo perché è in dubbio se lo stesso Super Mario, alla lunga, riuscirà a tenere insieme così tanti movimenti, da destra a sinistra, con tutti i loro divergenti interessi. In ogni caso l’Italia deve augurarselo”.

La “Kronen Zeitung”, diffusissimo quotidiano popolare, propone ai suoi lettori un quadretto di Draghi, che comincia dai giorni di scuola, nel collegio dei Gesuiti, dove il nostro faceva copiare i compiti al futuro presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, per finire alla guida della Bce, nel bel mezzo di una crisi economica, che rischiava di far naufragare l’euro. Il giornale ricorda le sue parole di allora, “Whatever it takes”, e le traduce per i suoi lettori, sottolineando che così fu salvata la moneta europea. “Alcuni sostengono – aggiunge il quotidiano – che egli allora abbia salvato l’intera Europa”.

Passando dal ieri all’oggi e al nuovo governo appena nato a Roma, la “Kronen” cita le parole di Matteo Renzi, secondo cui Draghi sarebbe l’italiano che ha salvato l’euro e “adesso è l’europeo che salverà l’Italia”.

 

NELLA FOTO, pubblicata da “Der Standard”, il passaggio simbolico delle consegne tra il presidente del consiglio uscente, Giuseppe Conte, e il successore Mario Draghi.

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