Mercoledì 16 Settembre 2026

Se l’Fpö dovesse andare al governo – anzi, guidare un governo, essendo da tempo il primo partito in Austria – il suo principale obiettivo sarebbe quello di rivoltare come un calzino il sistema costituzionale che conosciamo, introducendo alcuni elementi cari all’estrema destra, dall’attribuzione di maggiori poteri al cancelliere (che diventerebbe così un “Volkskanzler”, un “cancelliere del popolo”) all’applicazione più sistematica della democrazia diretta. Ne ha parlato al congresso di sabato del partito il segretario politico Herbert Kickl, rieletto con quasi il 97% dei voti.

Kickl ha evocato la definizione di “Dritte Republik”, la “terza repubblica”, già auspicata a suo tempo (ormai vent’anni fa!) da Jörg Haider. Terza, perché venuta dopo la prima (quella seguita alla caduta dell’impero e fino all’avvento del fascismo) e dopo la seconda (la repubblica risorta dalle ceneri della Seconda guerra mondiale).

Quando Haider aveva coniato il termine “Terza repubblica” lo aveva fatto di proposito, perché richiamava alla memoria il “Terzo Reich”. Avrebbe potuto parlare semplicemente di nuova fase costituente per rifondare la repubblica, ma Haider, come sappiamo, amava le provocazioni. Se vent’anni fa la proposta di una “Terza repubblica” aveva suscitato vivaci reazioni, ora che lo ha fatto Kickl non è successo nulla. Forse per un fenomeno di assuefazione o forse perché Kickl non è Haider e dette da lui quelle parole non evocano più i tempi bui seguiti all’Anschluss.

Ma il discorso di Kickl al congresso merita attenzione anche per alcuni riferimenti da lui fatti apparentemente marginali. Intendiamo riferirci ai richiami alla religiosità e al cristianesimo in particolare. È un po’ di moda nelle destre europee la tentazione di proporsi come paladine della cristianità (in contrapposizione alla crescente presenza islamica). Giorgia, oltre che donna, madre e italiana è, come sappiamo tutti, cristiana. Matteo Salvini anche lui ostenta il suo cristianesimo, bacia i rosari e si affida al cuore immacolato di Maria.

Nel congresso di sabato Kickl, che si è definito anche lui cristiano, ha citato l’apostolo Paolo e ha ricordato come questi volesse trasmettere al suo popolo “fede, speranza e carità”. Inevitabile poi la citazione del comandamento “onora il padre e la madre”, perché, anche per lui, c’è un padre e una madre e non un genitore uno e un genitore due.

La digressione religiosa del leader dell’estrema destra ha suscitato l’immediata reazione dell’arcivescovo di Salisburgo, Franz Lackner, che è anche presidente della Conferenza episcopale austriaca, che in una dichiarazione all’agenzia di stampa Kathpress, senza citare il nome di Kickl, ha esortato a non strumentalizzare per fini politici la religione cattolica.

Kickl ha subito replicato alla replica, ma qui non intendiamo addentarci nella polemica tra lui e la Chiesa austriaca. Ci interessa invece tentare di individuare la non casuale strategia di Kickl nella scelta dei richiami religiosi proprio nel bel mezzo del suo discorso congressuale. Non si è trattato di cercare genericamente consensi nell’area cattolica dell’Austria. Lo scopo è più raffinato e coinvolge l’Övp, secondo partito in Austria e principale antagonista in questo momento dell’Fpö.

L’obiettivo di Kickl è fagocitare l’Övp, il partito tradizionale dei cattolici, come lo era stata la Democrazia cristiana in Italia. Convincere gli elettori dell’Övp che anche nell’Fpö si troverebbero, per così dire, “a casa”. Curiosamente il Partito popolare austriaco (la sigla Övp vuole dire questo) si è chiamato così dopo la guerra, per marcare una separazione dalla Chiesa, pur richiamandosi alla sua dottrina e ai suoi valori. Prima della guerra si chiamava Partito cristiano-sociale. Esattamente il contrario di quel che accadde in Italia, dove il Partito popolare di Sturzo dopo la guerra cambiò nome e divenne, appunto, la Democrazia cristiana.

La “conversione” di Kickl-Saulo sulla via di Damasco impone, tuttavia, anche una seconda considerazione. L’Fpö nasce nel 1955 dall’evoluzione della Lega degli indipendenti (Verband der Unabhängigen), che nell’immediato dopoguerra era stato il bacino di raccolta dei nazisti. Le sue radici, tuttavia, affondano nell’area liberale di fine ‘800. Nazisti e liberali avevano entrambi connotazioni anticlericali. È questo il motivo per cui dopo la guerra molti nazisti, non attratti dall’Fpö, preferirono aderire all’Spö (Partito socialdemocratico), anziché all’Övp, troppo legato ai principi della religione cattolica. Leopold Wagner, per esempio, uno dei più noti governatori socialdemocratici della Carinzia, era stato capo in gioventù della Hitlerjugend e se ne vantava.

Nel corso degli anni l’Fpö ha sempre mantenuto le distanze dalla Chiesa, preferendo i riti celtici dei germani alle funzioni religiose e i rosari. Il discorso congressuale di Kickl rappresenta, pertanto, una svolta, che ha sorpreso i suoi sostenitori, ma ha anche messo in allarme l’Övp.

__________________________

AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina

https://www.facebook.com/austriavicina