Domenica 14 Giugno 2026

Alle elezioni politiche del 2024 l’Fpö, partito dell’estrema destra sovranista, aveva ottenuto il 28,9%, risultando così il primo partito. Non era mai accaduto in passato che quest’area politica, in origine bacino di raccolta degli ex nazisti, ottenesse la maggioranza relativa dei voti. Avrebbe legittimamente potuto rivendicare per sé la cancelleria federale, ma il tentativo era fallito perché nessuno degli altri partiti, al di fuori dell’Övp (Partito popolare), si era dichiarato disponibile per una coalizione di governo. L’Övp lo aveva fatto, ma le trattative erano ben presto naufragate.

Se oggi l’Austria andasse al voto, l’Fpö otterrebbe il 35%, stando all’ultimo sondaggio effettuato il 16 settembre. Quindi non soltanto vedrebbe aumentare i suoi consensi, ma in misura tale che sarebbe quasi impossibile per gli altri partiti impedirgli di conquistare la cancelleria. Per farlo, dovrebbero coalizzarsi tutti insieme, il che appare praticamente impossibile.

Oggi però non si vota in Austria per rieleggere il Parlamento. Quel voto arriverà soltanto tra 4 anni, nei quali potranno accadere tante cose. Le variabili riguardano l’andamento dell’economia, il tasso di inflazione (che in Austria è tra i più alti in Europa), i flussi migratori, l’esito della guerra in Ucraina, le minacce russe all’Europa, i dazi di Trump. Ma al congresso dell’Fpö, che si è tenuto oggi a Salisburgo, si è respirato il clima di un partito che sta vincendo la sua battaglia.

Al precedente congresso, nel 2022, il segretario politico uscente, Herbert Kickl, era stato votato dal 91% dei delegati. Oggi ha ottenuto il 96,94%. Era il candidato unico, è vero, ma un risultato simile rappresenta per lui un vero trionfo. Del resto è merito suo se l’Fpö si è ripreso dal collasso subito in seguito allo scandalo di Ibiza, di cui era stato protagonista il suo precedente segretario, Heinz Christian Strache.

Rafforzato dal voto di oggi, Kickl ora deve trovare una soluzione per far fruttare il consenso di cui il suo partito gode nell’elettorato. L’obiettivo enunciato a gran voce nel congresso di oggi è la cancelleria, ovvero la guida del governo austriaco. Inutile poter contare su un consenso popolare al 35% per poi rimanere emarginati all’opposizione. Quel che è accaduto dopo il voto del 2024 non dovrà più accadere dopo il prossimo appuntamento elettorale. Kickl ha 4 anni di tempo per elaborare una sua strategia e proporsi all’opinione pubblica e agli altri partiti politici come uomo di governo.

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