L’Ucraina è da tre anni e mezzo sotto le bombe dei russi. Il suo popolo resiste eroicamente all’aggressione, benché molti, anche qui in Italia, sostengono che farebbe meglio ad arrendersi o ad avere il coraggio di alzare bandiera bianca, come ebbe a dire un papa. Anche l’arte partecipa alla lotta e tenta di resistere, ma ovviamente non può farlo senza riflettere il momento storico che il Paese sta vivendo.
Traccia di questa tragica congiuntura è presente nella mostra “Vertical Horizon”, indetta nell’ambito della sesta Biennale d’arte di Kyiv, che il Lentos Kunstmuseum di Linz ha deciso quest’anno di ospitare. È un progetto che riflette sulle attuali realtà geopolitiche attraverso prospettive artistiche. La mostra sarà visitabile al museo di Linz dal 12 novembre al 6 gennaio dell’anno prossimo ed è realizzata su iniziativa e in collaborazione con tranzit.at.
La Biennale di Kiev, che celebra il suo decimo anniversario nel 2025, è un progetto internazionale che collega temi artistici, politici e sociali. Nel contesto delle guerre in corso e delle disuguaglianze globali, la Biennale offre uno spazio di riflessione, solidarietà e impegno critico. La mostra “Vertical Horizon” è promossa dall’associazione tranzit.at, che si dedica alla promozione di progetti artistici contemporanei, transdisciplinari e in rete a livello internazionale.
“La partecipazione di Lentos alla Biennale di Kiev è un’espressione di solidarietà con prospettive artistiche che affrontano criticamente le realtà del nostro presente e, allo stesso tempo, un forte impegno per il ruolo dell’arte nel dialogo sociale”, afferma la direttrice di Lentos, Hemma Schmutz.
La mostra “Vertical Horizon”, sviluppata appositamente per Linz, considera la terra e il paesaggio come agenti sia poetici che politici. Indaga la loro percezione e il loro utilizzo tecnologico, il loro coinvolgimento nei conflitti armati e la loro rappresentazione artistica e visiva. La mostra si concentra su un passaggio concettuale dalle lotte geopolitiche orizzontali sulla superficie terrestre a una prospettiva verticale, nelle profondità geologiche, dove si svolgono battaglie per le materie prime e le risorse. Attraverso prospettive ecologiche, pensiero planetario, ricerca artistica e immaginario collettivo, il progetto cerca di rivendicare l’agenzia della terra. Particolare enfasi è posta sulle voci artistiche emergenti che aprono nuove prospettive sulla terra come soggetto attivo, sfidando le logiche egemoniche della violenza e immaginando alternative utopiche a un futuro estrattivista.
Linz, un tempo sede della “Hermann Göring Werke” e quindi profondamente radicata nell’industria bellica del regime nazista, offre uno sfondo storicamente idoneo per questa esplorazione delle strutture di potere verticali, delle tracce di violenza e della loro sovversiva destabilizzazione artistica.
“Vertical Horizon”, a cura di Sarah Jonas e Serge Klymko, si sviluppa in due sale all’interno delle gallerie della collezione permanente del Lentos, per un totale di circa 300 metri quadrati. La mostra presenta opere di artisti ucraini in dialogo con posizioni internazionali. È inoltre completata da una presentazione al Kunstraum Memphis, situato nelle immediate vicinanze del Lentos. La Biennale di Kiev 2025 è presente in diverse sedi in tutta Europa, tra cui il Museo d’arte moderna di Varsavia, il Museum van Hedendaagse Kunst di Anversa, il Centro di cultura contemporanea di Dnipro e il Centro Dovzhenko di Kyiv.
[Contributo del Lentos Kunstmuseum]
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