Domenica 14 Giugno 2026

Sta per nascere dunque un governo a tre, in Austria, formato da popolari (Övp), socialdemocratici (Spö) e liberali centristi (Neos)? Venerdì avevamo avanzato questa previsione, benché non ci siano ancora tre firme sotto un programma di governo. La nostra previsione – che resta ancora tale – ha avuto il conforto, ieri, di una visita congiunta dei segretari dei tre partiti – Christian Stocker per l’Övp, Andreas Babler per l’Spö e Beate Meinl-Reisinger per Neos – al Capo delo Stato, Alexander Van der Bellen, per aggiornarlo sullo stato delle trattative.
Non si va alla Hofburg se non vi sono buoni motivi per ritenere che le maggiori difficoltà siano state superate e che ormai la nascita di un nuovo governo sia all’orizzonte. E, soprattutto, non ci si va insieme, quasi mano nella mano e sorridenti. Secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa austriaca, il giuramento del nuovo cancelliere e dei nuovi ministri potrebbe avvenire lunedì prossimo, 3 marzo, ponendo così fine al più lungo periodo di assenza di governo (in realtà un governo c’è, ma solo per gli affari correnti) della Seconda Repubblica, durato oltre 5 mesi. Stocker sarà il nuovo cancelliere, Babler il suo vice e Meinl-Reisinger ministra degli Esteri.
Resta ancora un motivo di incertezza. Lo statuto di Neos prevede che l’accordo di governo debba essere approvato da due terzi degli iscritti. Questi saranno convocati venerdì per esprimere il loro voto (chi in presenza, chi via web). Non è una semplice formalità. L’accordo è già stato approvato dal consiglio di presidenza, composto da 29 membri, ma con 4 voti contrari. Ci saranno voti contrari anche tra gli iscritti? Lo sapremo tra sei giorni.
* * *
La nascita del nuovo governo tripartito è valutata diversamente dai partiti che ne sono rimasti esclusi e che d’ora in avanti formeranno l’opposizione. I Verdi, ovviamente, sono molto critici. Erano stati partner dell’Övp nel governo uscente con cancelliere Karl Nehammer e sanno che nel programma della loro coalizione molti dei loro progetti in campo ambientale saranno accantonati. Hanno però dichiarato che, anche se all’opposizione, non voteranno mai una mozione di sfiducia che fosse presentata dall’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista.
L’Fpö, dal canto suo, è tornato a definire la soluzione che sta per nascere come “governo dei perdenti”, nel senso che sarà formato dai tre partiti che non hanno vinto le elezioni. Il 29 settembre, infatti, il partito più votato era stato l’Fpö, con il 28,85%, che però rimarrà escluso dal governo. È un’accusa buona per la propaganda, ma priva di fondamento costituzionale.
La Costituzione austriaca, infatti, non prevede che il governo debba essere guidato o quanto meno composto dal partito più votato. Prevede che il governo abbia la maggioranza nel Parlamento. Non prevede neppure che vi sia un voto di fiducia, come in Italia. Basta che le sue leggi ottengano il consenso dalla maggioranza dei deputati. A volte addirittura vi sono stati governi a maggioranza variabile, rimasti a galla con maggioranze costituitesi volta per volta con partiti differenti.
Pare curioso, poi, che a parlare di “governo dei perdenti” sia proprio l’Fpö, che più volte in passato ha governato da “perdente”. Ricordiamo il primo governo di centro-destra Övp-Fpö, nato nel 2000, quando il vincitore delle elezioni era stato l’Spö. Un caso analogo si era verificato in Carinzia nel 1989, nei primi anni dell’era Haider. Anche quella volta le elezioni le aveva vinte l’Spö, addirittura con il 45,9%, ma Haider, che aveva ottenuto solo il 29,0%, convinse l’Övp (20,9%) a scaricare i tradizionali alleati socialdemocratici e a formare una giunta con lui. Jörg Haider fu il primo governatore dell’Fpö di un Land austriaco, pur non avendo vinto le elezioni. Da quella carica fu rimosso con un voto di sfiducia nel 1991, dopo il suo famoso elogio della “politica di occupazione nel Terzo Reich”.

__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina