Domenica 14 Aprile 2024

Chi se lo sarebbe mai immaginato! La Russia o, ad essere più precisi, i cittadini russi sono al terzo posto nella graduatoria dei detentori della “Rot-Weiss-Rot Karte”. Stiamo parlando del documento che consente a uno straniero non appartenente all’Unione Europea, di risiedere temporaneamente in Austria. Si chiama così, con evidente riferimento ai colori della bandiera austriaca (rosso-bianco-rosso) e viene rilasciato in presenza di determinati requisiti, quali per esempio, un’elevata qualificazione professionale o competenze lavorative in settori per i quali in Austria c’è carenza di manodopera. La sua validità è limitata nel tempo, in genere a due anni.

Nel 2022 sono state rilasciate 6.182 di queste “Karte”. A ottenerle sono state soprattutto cittadini bosniaci (922) e indiani (714). Ed ecco la sorpresa: al terzo posto troviamo i russi con 623 “Karte”. Nonostante le sanzioni e la guerra in corso – anzi, probabilmente proprio a causa della guerra in corso – sono così tanti i “cervelli” (si tratta in genere di lavoratori altamente specializzati) in fuga dalla “grande madre Russia” (copyright Papa Francesco).

Nei cinque anni precedenti i russi che avevano richiesto la “Rot-Weiss-Rot Karte” erano stati in media 300 all’anno. Nel 2022 il loro numero si è più che raddoppiato. L’Austria, come è noto, è affamata di manodopera. Ci sono aziende che hanno ridotto o cessato l’attività per insufficienza di personale ed è di qualche giorno fa la notizia che l’ospedale regionale di Klagenfurt ha dovuto rinunciare a 130 posti letto, perché non ci sono medici e infermieri. Proprio per questo delegazioni della Wirtschaftskammer e rappresentanze politiche promuovono da tempo “campagne acquisto” in Bosnia e in India. Ma non in Russia. E, ciononostante, benché nessuno fosse andato a cercarle, il maggior numero di richieste dell’ambita “Karte”, dopo Bosnia e India, sono giunte proprio da lì.

Il fenomeno in parte si può spiegare con la recente riforma del sistema di concessione di questo titolo di soggiorno. Dall’ottobre dello scorso anno è stata facilitata la prosecuzione lavorativa per gli stranieri stagionali. È stato semplificato il riconoscimento delle qualificazioni lavorative conseguite all’estero. Inoltre non serve più conoscere tanto bene il tedesco, mentre è considerato un valore aggiuntivo (in punti) la conoscenza di altre lingue straniere. Un ulteriore elemento a favore della “Karte” è la riduzione del reddito minimo richiesto.

Sono tutti fattori che hanno incrementato il numero e il rilascio delle “Karte”, ma non spiegano il boom di quelle russe. Da fonti Ue e dei Paesi confinanti con la Russia è stato stimato che dallo scoppio dell’”operazione militare speciale” oltre mezzo milione di russi abbiano lasciato il loro Paese. Ma gran parte di essi si sarebbero trasferiti in Serbia, Georgia e Turchia. Soltanto 40.000 sarebbero entrati nell’Unione Europea.

Di quelli giunti lo scorso anno in Austria, 222 hanno trovato lavoro nel campo informatico e 149 in ruoli manageriali.

NELLA FOTO, auto in coda al valico di frontiera tra Russia e Finlandia.

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