Martedì 14 Aprile 2026

Ai politici si rimprovera spesso di non aver mai lavorato e di essere vissuti sempre e solo di politica e di incarichi pubblici. Di Hannes Androsch, già vicecancelliere e ministro delle Finanze per l’Spö (Partito socialdemocratico), deceduto improvvisamente ieri all’età di 86 anni, si deve dire invece il contrario. È stato un politico fin da giovanissimo ed è diventato ministro delle Finanze a 32 anni (a quel tempo, il più giovane ministro che l’Austria avesse mai avuto in un ministero così importante), ma prima e dopo è stato consulente finanziario, revisore dei conti, industriale di successo. Nelle sue mani alcune aziende statali decotte sono diventate dei gioielli capaci finalmente di produrre ricchezza e quotati in borsa.
Questa biografia di un politico non politico ha consentito a Androsch di fare ciò che ai politici quasi sempre non è permesso: dire ciò che pensano, senza peli sulla lingua, spesso andando contro corrente, senza risparmiare critiche agli stessi compagni (o ex compagni) di partito. Per questo anche dopo essersi allontanato dalla politica, per dedicarsi alla sua “vita nova” imprenditoriale, Androsch aveva continuato a intervenire nel dibattito pubblico e a svolgere un’attività pubblicistica. Il suo parere era sempre molto richiesto e apprezzato dalla stampa austriaca.
Conserviamo un suo saggio, che ci aveva autografato in occasione della presentazione a cui avevamo partecipato a Vienna. Si intitola “Warum Österreich so ist, wie sie ist” (“Perché l’Austria è così com’è”). È una sintesi dei cliché e delle contraddizioni di un Paese, tra passato e presente, un saggio molto utile per comprendere l’Austria di oggi.
Hannes Androsch trascorre l’infanzia a Florisdorf, quartiere “rosso” di Vienna, sulla sponda sinistra del Danubio. È lì che la sua vita prende l’impronta socialdemocratica, che lo accompagnerà sempre, anche da imprenditore. Dopo la matura frequenta un istituto superiore di commercio internazionale e intraprende la sua prima carriera di consulente fiscale. Nel 1970 fonda una società di consulenza fiscale e finanziaria, dandole un nome latino: Consultatio.
A quell’epoca è già da tre anni membro del Parlamento. Sempre nel 1979 diventa ministro delle Finanze del governo guidato dal cancelliere Bruno Kreisky, conservando quell’incarico fino al 1981. Dal 1976 è anche vicecancelliere. Viene considerato il “Kronprinz” (il principe ereditario) di Kreisky, che lo tiene in alta considerazione.
Kreisky a quel tempo è all’apice della sua carriera politica, viene soprannominato “Sonnenkönig”, il “Dio sole”. Ogni sua parola è vangelo per i compagni. Una condizione che a volte gioca brutti scherzi. Kreisky vede in Androsch il suo successore, ma anche un pericoloso concorrente. Incomincia a temerlo. I rapporti tra i due si incrinano, benché Androsch abbia più volte assicurato di non avere alcuna intenzione di scalzare il suo mentore. L’unica sua ambizione sarebbe diventare governatore della Banca nazionale. Tutto inutile. Nel 1981 avviene il divorzio e Androsch è costretto a lasciare le sue funzioni politiche. L’invidia dei compagni di partito fa il resto: approvano un programma in dieci punti, uno dei quali prevede l’incompatibilità della società Consultatio con l’ufficio di un ministro delle Finanze.
Ma Androsch cade in piedi. La fine delle sue ambizioni politiche gli danno l’opportunità di intraprendere una strada che altrimenti forse non avrebbe mai preso in considerazione. Assume immediatamente l’incarico di direttore generale di Creditanstalt, banca pubblica ma controllata dall’Övp (il Partito popolare). Non è dunque un “trattamento di fine rapporto” offertogli dal suo partito. Vi rimane fino al 1988, quando subisce una condanna per evasione fiscale e viene coinvolto nello scandalo del nuovo ospedale generale di Vienna.
La vicenda giudiziaria – che Androsch tuttavia definisce “giustizia politica” e di cui si sente vittima – determina una seconda svolta nella vita dell’ex ministro, che nel 1994 acquista dallo Stato un’azienda elettronica sull’orlo del fallimento, la At&S. Riesce a risanarla e a farla quotare in borsa. Seguono altre acquisizioni, la più nota delle quale è quella delle saline del Salzkammergut, che gli meritano il tutolo di “Salzbaron”. I suoi successi imprenditoriali gli procurano quei riconoscimenti che il suo partito invece non gli avrebbe mai procurato sul piano politico.
Nel corso degli anni diventa presidente dell’Università mineraria di Leoben, presidente del Consiglio per la ricerca e lo sviluppo tecnologico, presidente per molti anni dell’Ait (Austrian Institute of technology), il più importante istituto di ricerca non universitario dell’Austria. Studio e ricerca sono i suoi chiodi fissi, consapevole che solo con essi l’Austria potrà avere un futuro. È ormai vecchio e fisicamente provato, ma continua a lavorare con passione, senza dar segno di volersi fermare. La morte è giunta all’improvviso, lasciando tutti costernati.

NELLA FOTO a colori, un ritratto recente di Hannes Androsch e, in quella in bianco e nero, il giovane Androsch con l’allora cancelliere Bruno Kreisky.

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