La scuola austriaca sta facendo i conti con la presenza nelle sue aule di un numero sempre crescente di alunni immigrati che non parlano il tedesco. Di conseguenza non capiscono ciò che dicono gli insegnanti. Molto spesso non si capiscono nemmeno tra loro, perché provengono da Paesi differenti, con lingue differenti. E questo succede spesso anche se sono nati in Austria da genitori immigrati, perché le sole parole che comprendono sono quelle che hanno appreso in famiglia. Il fenomeno è diffuso in tutto il Paese, ma è particolarmente acuto a Vienna, dove la presenza di immigrati è maggiore. Qui, nelle prime classi elementari, un bambino su due non capisce il tedesco o non lo capisce abbastanza per poter seguire ciò che gli dice il maestro.
Il problema non è nuovo e sta molto a cuore a Neos, uno dei tre partiti della coalizione di governo. Neos è un movimento politico apparso in tempi relativamente recenti sullo scenario austriaco. Fu fondato nel 2012 e nel 2013 si presentò per la prima volta alle elezioni. È una forza politica che potremmo definire liberale di centro, che ha due chiodi fissi: un convinto europeismo e un’attenzione ancor più convinta per l’istruzione.
È questa la ragione per cui, nella formazione del governo, Neos ha voluto per sé il Ministero dell’Istruzione. Se ne occupa Christoph Wiederkehr (nella foto), 36 anni, che già prima di diventare ministro era stato assessore all’Istruzione al Comune di Vienna. Wiederkehr ha preso di petto la questione dell’inclusione nel sistema scolastico austriaco degli alunni stranieri e uno dei passi più importanti riguarda proprio l’apprendimento della lingua, senza la quale la frequentazione scolastica diventa pressoché inutile.
Già esistevano corsi di tedesco estivi per questa fascia di alunni con deficit nella conoscenza della lingua, ma erano su base volontaria, mentre dalla prossima estate diventeranno obbligatori. Non basta. Agli istituti scolastici sarà attribuita maggiore autonomia, perché possano organizzarsi nel modo che ciascuno riterrà migliore, attingendo a tutte le forze disponibili, compresi gli insegnanti in pensione e gli insegnanti DaZ (sono quelli che insegnano il tedesco come seconda lingua).
La “Sommerschule” (scuola estiva) per insegnare il tedesco agli alunni che non lo conoscono era stata introdotta già nella scorsa estate, ma ora sarà regolata per legge. Il provvedimento sarà portato domani al voto del Parlamento. Wiederkehr definisce la conoscenza del tedesco come “il biglietto di ingresso nella nostra società”. È insomma l’elemento base per l’integrazione di migliaia di giovani che ormai fanno parte della società austriaca.
Il problema non è semplice sul piano organizzativo e per questo sarà affrontato a tappe. Nell’estate 2026 i corsi saranno obbligatori soltanto per gli alunni che frequentano le “Deutschförderklassen” (classi per il sostegno del tedesco). Dal 2027 diventeranno obbligatori anche per gli alunni dei “Deutschförderkurse” (corsi per il sostegno del tedesco).
I nomi sembrano simili, ma identificano due categorie differenti. All’ingresso a scuola gli alunni vengono sottoposti a un test sulla conoscenza del tedesco. Chi lo capisce bene finisce nelle classi normali. Chi non lo capisce per nulla viene dirottato per un semestre in classi speciali (Deutschförderklassen) e al termine del quale la sua condizione viene rivalutata. Chi il tedesco lo capisce abbastanza finisce nelle classi normali, ma frequenta dei corsi paralleli (Deutschförderkurse) per migliorare le sue competenze linguistiche.
__________________________
AUSTRIA VICINA è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina
https://www.facebook.com/austriavicina