Anche l’Austria avrà la sua “lotteria degli scontrini” (Beleglotterie), con lo scopo di incentivare nei pagamenti l’uso degli strumenti digitali (carte di credito, di debito e simili) e in questo modo arginare l’evasione fiscale. Il provvedimento varato dal governo ha superato la fase della “Begutachtung” (è quella in cui commissioni varie, istituzioni economiche, associazioni imprenditoriali, sindacati, ma anche singoli cittadini esprimono le loro opinioni) e mercoledì sarà portato all’approvazione del Parlamento. È molto improbabile che sia bocciato, per cui possiamo dare per scontato che la “lotteria” vedrà la luce anche in Austria. Entrerà in funzione da ottobre e durerà, salvo prolungamenti, fino a tutto il 2029.
Il sistema è molto simile a quello in vigore in Italia, ma con alcune differenze, soprattutto nell’ammontare dei premi, che costituiscono l’incentivo per i consumatori a chiedere lo scontrino per i loro acquisti. In primo luogo nella periodicità delle estrazioni: saranno effettuate una volta al mese, per assegnare un premio in denaro di 2.500 euro a 100 scontrini emessi nel mese precedente. Due volte all’anno, inoltre, saranno estratti due scontrini, con un premio per ciascuno di 250.000 euro.
In Italia, come è noto, vi sono estrazioni settimanali di 15 numeri, che ricevono un premio di 25.000 euro; vi sono poi estrazioni mensili di 10 numeri con premi di 100.000 euro; vi sono infine estrazioni annuali con un premio unico di 5 milioni di euro. Premi inferiori (rispettivamente di 5.000, 20.000 e 1 milione di euro) vanno ai negozi che hanno emesso gli scontrini. Nella lotteria austriaca, invece, i negozianti non riceveranno nulla.
L’iniziativa legislativa ha raccolto pareri favorevoli e critici nella “Begutachtung” appena conclusa. I Länder della Bassa Austria e del Tirolo hanno invitato il governo a rinunciare, perché in tempi di vacche magre non si possono buttare via così i soldi dei contribuenti. Critiche anche dalla Wirtschaftskammer (la Camera dell’economia a cui sono obbligate ad aderire tutte le imprese) e dall’Associazione industriali, perché la lotteria farebbe venir meno la fiducia nel sistema fiscale e susciterebbe l’impressione che la disonestà dei contribuenti sia un problema diffuso.
A favore invece l’Arbeitkammer (la Camera dei lavoratori), mentre la Camera dei consulenti fiscali ha paventato il pericolo che i consumatori siano incentivati a frammentare gli acquisti, per ottenere più scontrini fiscali e in tal modo aumentare le probabilità di vincita. Questo problema non esiste in Italia, perché il sorteggio non viene fatto tra gli scontrini, ma tra i numeri attribuiti a ciascuno scontrino (un numero per ogni euro o frazione di euro di spesa, fino a un massimo di 1.000 numeri per ogni singolo scontrino).
Servirà la lotteria a contrastare l’evasione fiscale dei commercianti, come auspica il ministro delle Finanze Markus Marterbauer? I rappresentanti della categoria negano che il fenomeno esista o quanto meno che sia largamente diffuso. Sta di fatto che l’introduzione dello scontrino fiscale nel 2016 e del registratore di cassa nell’anno successivo determinò un sensibile aumento del gettito fiscale. Impossibile un conto reale, perché ogni variazione di gettito può essere attribuita a fattori diversi. Alcune fonti, tuttavia, stimarono allora che lo Stato avesse incassato annualmente circa 2 miliardi in più di imposte. Considerando la popolazione, è come se in Italia se ne fossero incassati 16.
Da allora in bar e Gasthäuser sono pressoché scomparse le figure delle cameriere “mit Inkasso”. Facevano il conto direttamente ai tavoli, scrivendo con la biro su foglietti di carta, di solito con sopra il marchio della birra che glieli aveva forniti. I soldi finivano poi in un borsello che portavano allacciato alla cintura e di essi non restava più traccia. Fiscalmente parlando.
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