Sabato 7 Novembre 2026

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Sciare in Austria costa sempre di più. Lo skipass è diventato un lusso, una settimana bianca un salasso. Quest’anno l’aumento medio degli impianti di risalita sarà dell’8 per cento, con punte fino al 10. Tradotto in cifre, significa che uno skipass giornaliero per adulti si pagherà a Pramollo 56,50 euro. Stesso prezzo anche a Bad Kleinkirchheim, che non è così alla portata degli italiani come Pramollo, ma dove vi sono molti italiani che hanno la seconda casa per le vacanze. Sul Mölltaler Gletscher, dove la stagione si aprirà già questa domenica, in anticipo sulle altre località, il costo del giornaliero sarà addirittura di 59 euro. Altrove in Austria, in particolare in Tirolo, nel Vorarlberg e nel Salisburghese, vi sono località d’élite dove si supereranno i 70 euro. Naturalmente vi sono località minori dove si pagherà di meno, ma sempre al di sopra di quota 50, che fino a non molto fa sembrava una barriera da non superare.

Il confronto con le tariffe in Friuli Venezia Giulia è inevitabile. Qui il prezzo massimo dello skipass giornaliero (per un adulto e in alta stagione) è di 39,50 euro. Una differenza di rilievo, dovuta al fatto che in Austria la gestione degli impianti è privata e i conti devono quadrare, mentre nella nostra regione le perdite sono sopportate dalla Regione.

Non è escluso, pertanto, che il flusso di sciatori da un Paese all’altro si inverta e che alcuni sciatori carinziani decidano di venire a sciare sulle piste della Carnia o del Tarvisiano. Nessuno dei nostri poli sciistici ha 100 chilometri di piste e 30 impianti di risalita come Pramollo, ma una differenza di prezzo di quasi 20 euro a skipass, moltiplicati per i componenti di una famiglia, potrebbe essere abbastanza convincente. Alcune piste, come quella del Lussari, inoltre, richiamavano sciatori dal Land austriaco anche quando le differenze di prezzo erano minori.

È ciò che pensano PromoTurismo e la Regione Friuli Venezia Giulia. Solo una settimana fa l’assessore al turismo Sergio Bini aveva annunciato il suo obiettivo: “Utilizzare la leva del prezzo dello skipass, che è molto competitivo ed è il più basso dell’intero arco alpino, per aumentare i ricavi e attrarre turisti, anche pendolari o per il weekend, dal Veneto e dall’Austria”.

In Austria le società che gestiscono le strutture sciistiche sono a capitale privato e i Länder non intervengono per coprire eventuali perdite. I bilanci devono chiudere in pareggio ed è per questo che l’aumento dei costi per l’energia hanno imposto un aumento del prezzo degli skipass. Gli operatori turistici guardano con preoccupazione all’imminente stagione invernale, consapevoli che l’aumento dei costi potrebbe avere ripercussioni drammatiche. Un segnale è già venuto dalle prenotazioni: in passato i clienti le facevano a volte da un anno all’altro, mentre ora attendono di prenotare all’ultimo giorno.

Per questo, prima di ritoccare le tariffe degli impianti, si è cercato di risparmiare ovunque fosse possibile: sedili delle seggiovie non più riscaldati, impiego meno generoso degli impianti di innevamento artificiale, riduzione o eliminazione completa dell’illuminazione nei parcheggi, rinuncia allo sci notturno per risparmiare corrente, rallentamento degli impianti nelle ore in cui è minore il numero dei passeggeri. Insomma, la vacanza sugli sci in Austria sarà non solo più cara, ma anche più spartana.

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