Sabato 13 Luglio 2024

20.02.01 Werner Kogler, Sebastian Kurz, Alexander Van der BellenDi solito si concedono cento giorni al nuovo governo, prima di esprimere un giudizio sul suo operato. Non sappiamo chi abbia stabilito questo lasso di tempo. Ma se la tregua può valere per giornalisti e politologi, non vale per i cittadini elettori, che sono liberi di dire quel che pensano in qualsiasi momento, anche se i loro giudizi a volte sono basati su impressioni epidermiche, più che su approfonditi ragionamenti.

L’istituto di indagini demoscopiche OGM registra periodicamente la loro opinione. Chiedono a ciascuno quale sia il politico di cui si fidano di più e quale quello di cui si fidano di meno. Il risultato è un numero che è la somma algebrica dei voti più e dei voti meno. L’OGM lo chiama “Vertrauensindex”, ovvero l’”indice della fiducia”. Dice quali sono i politici di cui gli austriaci si fidano di più e quali di meno. Il sondaggio viene svolto su un campione rappresentativo di 800 intervistati.

Da quello pubblicato ieri emerge un un giudizio sorprendentemente positivo nei confronti del governo, benché sia appena entrato in carica e non abbia ancora battuto un chiodo. Tutti i suoi esponenti hanno voti positivi; soltanto una ministra dei Verdi, Ulrike Lunacek, è in area negativa. Ma il dato più sorprendente è che il leader dei Verdi e vicecancelliere Werner Kogler, è risalito nella classifica, mettendosi alla pari del cancelliere Sebastian Kurz, entrambi con voto 19.

In testa si trova Alexander Van der Bellen, il presidente della Repubblica. Di solito tutti i presidenti sono sempre stati in testa ai “Vertrauensindex” di OGM. Forse perché la carica conferisce loro un’aura di “super partes” o forse perché, non dovendo decidere nulla nella politica di ogni giorno, non si trovano mai nella condizione di urtare gli interessi di qualcuno.

Per Van der Bellen la situazione però è diversa. In primo luogo, perché la sua elezione era stata accompagnata da molte polemiche (ricordate il ballottaggio ripetuto e poi anche rinviato in una campagna elettorale senza fine?). In secondo luogo, perché il personaggio non è un piacione, non ama compiacere il pubblico per farsi benvolere. Fa con serietà le cose che la carica istituzionale gli impone, senza badare alle convenienze.

Per queste ragioni subito dopo l’elezione Van der Bellen si era trovato nei gradini inferiori della classifica. Ma giorno dopo giorno è risalito. Determinante è stata l’abilità con cui ha saputo gestire la crisi apertasi dopo lo scandalo di Ibiza, con la caduta del governo e le elezioni anticipate. È da allora che il “Vertrauensindex” nei suoi confronti lo ha portato al primo posto, con 44 punti, oltre il doppio di Kurz e Kogler, che sono secondi.

A proposito di Kurz e Kogler, leader dei due partiti che formano la coalizione di governo, Övp e Verdi: dopo il voto di sfiducia l’indice del primo era precipitato di 8 punti e i 19 di oggi rappresentano quindi uno straordinario recupero. Straordinaria anche la crescita di Kogler, che al precedente sondaggio era a 13 punti.

Questa parità non può che giovare alla tenuta del governo. Lo sa molto bene Kurz che, pur essendo il “socio di maggioranza” nel governo, non lo fa pesare all’alleato. Non lo aveva fatto nel precedente governo, quando il partner era l’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, allora guidato da Heinz-Christian Strache. Non lo sta facendo ora con i Verdi. È certamente una mossa tattica, ma che finora ha contribuito e contribuisce ai buoni rapporti tra alleati.

Gli austriaci erano stanchi di governi perennemente litigiosi. Molti ricordano come negli incontri tra esponenti dell’Övp e dell’Spö per mettere a punto la linea di governo (in Austria le chiamano “Klausur”, perché avvengono a porte chiuse, in modo da consentire a tutti di dire apertamente come la pensano), popolari e socialdemocratici formavano sempre gruppi separati. Nella gestione Kurz, invece, ministri, sottosegretari e portaborse delle due parti si mescolano tra di loro. È accaduto, per esempio, anche nella recentissima “Klausur” di Krems, dove i ministri si sono recati tutti insieme in autobus, sedendosi uno accanto all’altro, come una comitiva di studenti in gita scolastica.

Abbiamo detto di Kurz e Kogler nell’indice di fiducia elaborato da OGM. Inutile menzionare tutti gli altri nomi, per lo più sconosciuti ai lettori italiani. Ci limitiamo a segnalare i pochi noti. Innanzitutto Alma Zadic, ministra della Giustizia. Ha ottenuto 16 punti, soltanto uno sotto “K. und K.”. Merito della popolarità e delle simpatie suscitate nei suoi confronti, dopo gli attacchi della destra, per essere una profuga bosniaca, giunta in Austria quando aveva 10 anni (oggi ne ha 34).

In area negativa – ha ricevuto, cioè, più voti di sfiducia che di fiducia – Pamela Rendi-Wagner, leader dei socialdemocratici, terz’ultima, con voto -17. Gli ultimi due posti spettano a Norbert Hofer, successore di Strache alla segreteria dell’Fpö, ed Herbert Kickl, dello stesso partito, stratega dell’Fpö e ministro degli Interni nel primo governo Kurz. Il loro voto è rispettivamente -30 e -48.

NELL FOTO, i politici in testa alla graduatoria dell’”indice di fiducia”: da destra, il presidente della Repubblica Alexander Van der Bellen, il cancelliere Sebastian Kurz (Övp) e il vicecancelliere Werner Kogler (Verdi).

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