Venerdì 14 Giugno 2024

Dominik Wlazny, in arte Marco Pogo, parteciperà con il suo “Bierpartei” (Partito della birra) alle prossime elezioni politiche austriache, previste in autunno. Lo ha annunciato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa.

Di solito in Austria le conferenze stampa sono brevi, perché chi le tiene sa che i giornalisti non hanno tempo da perdere, pressati come sono da impegni di ogni genere. A differenza di quel che accade in Italia, dove, per non scontentare nessuno, tutti i big del partito devono dire la loro facendo durare all’infinito la conferenza. Quella di Wlazny, questa mattina, non è stata breve: è stata come un fulmine. Il cantante punk (che peraltro è anche un medico) ha detto la sua e poi ha subito infilato la porta d’uscita, assicurando ai presenti che ascolterà e risponderà alle loro domande a un appuntamento già fissato per l’8 maggio.

Che cosa ha detto il medico-musicista Wlazny, oltre ad annunciare la presenza del suo Bierpartei nella scheda di voto per l’elezione del Parlamento? Ha spiegato le ragioni della candidatura. Il Bierpartei era stato inventato in occasione delle elezioni presidenziali del 2022 (dove era arrivato terzo, davanti all’Spö e all’Övp), ma non ha una sua struttura. In gennaio aveva posto la condizione di tentare la sfida delle elezioni politiche solo se nei tre mesi successivi vi fossero state almeno 20.000 adesioni, con una raccolta di fondi per 1,2 milioni di euro, che consentisse al Bierpartei di sostenere i costi di una campagna elettorale senza dover dipendere da finanziamenti esterni, che ne avrebbero condizionato l’autonomia.

La scadenza posta era il 30 aprile e per questo Wlazny oggi ha spiegato che l’obiettivo dei 20.000 iscritti non è stato raggiunto, ma che a fine marzo le adesioni erano 10.000 e altre se ne sono aggiunte in aprile, per cui “oggi il bicchiere è più che mezzo pieno”. Al voto mancano ancora quattro mesi, nei quali conta di poter raccogliere le adesioni che mancano e magari anche di più. L’incontro con i giornalisti di oggi aveva appunto lo scopo di promuovere la campagna iscrizioni. Wlazny, in proposito, si è detto fiducioso, perché nell’opinione pubblica, nel popolo dei non votanti “c’è fastidio per i politici, non per la politica”.

Il messaggio sembra improntato al populismo, ma Wlazny non sembra affatto un populista. Ha idee molto chiare sull’Europa (ne vuole di più), sull’Ucraina (un popolo aggredito che va aiutato a difendersi), sull’istruzione, sull’aumento del costo della vita. Ai tempi della pandemia aveva martellato duramente i no-vax, prestandosi durante un concerto a vaccinare i presenti che lo avessero voluto (da medico poteva farlo).

Con quale programma il Bierpartei si presenterà al voto? Con quali candidati? Con quale budget di spesa? Wlazny, come abbiamo detto, ha rinviato le risposte all’8 maggio, tagliando subito la corda, seguito dal padre, che al momento risulta essere il presidente provvisorio del partito (in base allo statuto, che si sono scritti da soli, i Wlazny padre e figlio hanno mano libera nella gestione).

L’apparizione sulla scena del Partito della birra sta già procurando il mal di pancia agli altri partiti. Wlazny si era servito del linguaggio medico, che conosce molto bene, parlando di “Schnappatmung”, respiro apneustico: quell’arresto protratto del respiro, dopo una fase inspiratoria. Nessuno ritiene che il Bierpartei possa ottenere un successo eclatante, ma il solo ingresso in Parlamento di alcuni suoi rappresentanti (con voti rubati agli altri partiti), costringerebbe gli altri e rifare i conti per le future maggioranze.

Alcuni politologi ritengono che il movimento di Wlazny mancherà la soglia del 4%, necessaria per essere eletti. Ma i risultati passati e i sondaggi parlano un’altra lingua: alle elezioni presidenziali di due anni fa il Bierpartei era terzo, con l’8,3% (dopo una campagna elettorale senza soldi, senza manifesti, senza apparizioni in tv), e attualmente i sondaggi lo danno tra il 5 e il 7 per cento. Insomma, potrebbe farcela.

NELLA FOTO, Dominik Wlazny, in t-shirt nera, mentre questa mattina parla ai giornalisti. Anche nell’abbigliamento usa un linguaggio inusuale, che però potrebbe essere compreso da una parte dell’opinione pubblica, in particolare da quella giovanile che non vota.

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