Péter Magyar, neoeletto capo del governo in Ungheria, si recherà a Vienna in una delle sue prime visite all’estero. La notizia si è appresa oggi. È stato lo stesso Magyar a comunicarla. Ha detto che prima del 20 maggio intende recarsi a Varsavia (questo lo si sapeva già) e che nella stessa giornata pensa di recarsi anche a Vienna, per incontrare il cancelliere Christian Stocker (Övp). Da Vienna il giorno successivo prenderà il volo per Bruxelles.
I rapporti tra Austria e Ungheria si erano raffreddati durante il regime di Viktor Orbán. Magyar intende rivitalizzarli. Già il giorno dopo le elezioni del 12 aprile, nelle quali il suo partito Tisza aveva trionfato, Magyar aveva avuto un colloquio telefonico con Stocker. In una conferenza stampa dopo il voto, rispondendo a una domanda dei giornalisti, aveva affermato di voler rafforzare i rapporti con l’Austria.
Con Orban, come dicevamo, le relazioni non erano state eccellenti. Il governo di Budapest aveva imposto una “tassa speciale”, sproporzionatamente elevata, alle aziende commerciali straniere per la vendita al dettaglio. Tra le più colpite era stata la Spar austriaca, presente in Ungheria con una rete di supermercati. Il provvedimento fiscale “speciale” è evidentemente in contrasto con le norme europee, che prevedono invece parità di trattamento nel settore commerciale. Dal settembre 2024 è in corso un procedimento di infrazione davanti alla Commissione europea. Con Magyar questo genere di violazioni del diritto europeo dovrebbe cessare.
A livello politico le relazioni tra Vienna e Budapest dovrebbero migliorare con il cambio di governo. L’annuncio della visita ne è un evidente segnale. Finora Orbán aveva coltivato i rapporti soltanto con l’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista austriaca, che al Parlamento europeo fa parte, con Fidesz di Orbán, del gruppo dei “patrioti”.
Nell’ottobre 2024 aveva suscitato clamore la notizia che il neoeletto presidente del Parlamento Austriaco, Walter Rosenkranz, esponente dell’Fpö, ricevesse in visita come primo ospite straniero il primo ministro ungherese Orbán, che poi fece visita anche a Herbert Kickl, leader dell’Fpö, ma non all’allora cancelliere Karl Nehammer.
NELLA FOTO di Imago/dts Nachrichtenagentur, Péper Magyar la sera della vittoria elettorale.
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