Per la sicurezza nazionale il controllo dello spazio aereo è essenziale. Le minacce via terra sono più facilmente individuabili e consentono tempi più lunghi di reazione. Le minacce dal cielo, invece, richiedono una reazione immediata, perché possono affacciarsi nell’arco di pochi minuti. È questa la ragione per cui ogni Paese ha sempre dei caccia-intercettori pronti al decollo. Questo servizio si chiama “scramble” in gergo tecnico e in Italia è svolto da coppie di Eurofighter Typhoon, di stanza nelle basi di Grosseto, Istrana, Gioia del Colle e Trapani. Possono decollare in 10-15 minuti, 24 ore su 24, tutti i giorni della settimana.

Anche l’Austria dispone di Eurofighter per questo ruolo, ma ieri e oggi il servizio è stato sospeso. Per tutto il weekend non è stato possibile assicurare il controllo dello spazio aereo. Poco male – potrebbe dire qualcuno – in fin dei conti siamo in tempo di pace. Quali minacce possono incombere sull’Austria? In realtà le cose non stanno proprio così. Gli “scramble” sono più frequenti di quanto si pensi.
In genere si tratta di intercettare aerei civili che hanno perso la rotta o che per guasti tecnici sono entrati senza preavviso nello spazio aereo austriaco. Ma nulla esclude che prima o poi l’intruso sia un velivolo kamikaze, come quelli che hanno abbattuto le Torri Gemelle. Nei Paesi Nato al confine con la Russia sono quasi quotidiani i sorvoli di aerei russi, che violano deliberatamente lo spazio aereo solo per saggiare la reazione dei sistemi di difesa occidentali.
Perché lo “scramble” scatti però è necessario un sistema di sorveglianza radar, che segnali per tempo l’avvicinamento o la violazione dello spazio aereo di velivoli non identificabili o evidentemente ostili. Questo compito spetta ai controllori di volo, che in Austria però sono pochi e, per giunta, avendo accumulato troppe ore di straordinario, ora devono smaltirle.
Ieri e oggi gli Eurofighter sono rimasti negli hangar, perché i controllori di volo erano stati mandati a casa e quindi non avrebbero potuto avvistare intrusioni sospette. Si presume che lo stesso accadrà anche nei prossimi weekend, perché i controllori di volo non dipendono dal Ministero della Difesa, bensì da quello del Servizio pubblico (in realtà è un ministero con molteplici competenze: arte, cultura, sport e anche servizio pubblico). È il ministero a cui fanno capo tutti i “Beamten”, ovvero tutti i dipendenti dello Stato.
La ministra della Difesa, Klaudia Tanner, ha dato incarico al capo di stato maggiore dell’Esercito (in Austria non esiste l’Aeronautica e i reparti di volo sono inquadrati nella sola forza armata terrestre), di trovare urgentemente una soluzione, ma non sarà un compito facile. Per i “Beamten” valgono le regole in vigore per tutti i dipendenti pubblici e i giorni di riposo, come le ferie, sono sacri. Se ne potrebbero assumere altri, ma non se ne trovano, perché anche quelli che ci sono preferiscono andare a lavorare per Austro Control (è l’agenzia che sorveglia il regolare svolgimento dei voli civili), dove sono pagati meglio.
Se ne deve dedurre che per qualche tempo l’Austria sarà protetta dai cieli per cinque giorni alla settimana. A meno che la ministra Tanner non decida di chiedere aiuto all’Italia, che già svolge il servizio di “scramble” per la Slovenia e l’Albania.
NELLA FOTO, un Eurofighter austriaco pronto al decollo.
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