Mercoledì 16 Settembre 2026

Si contano sulle dita di una mano i Paesi europei in cui esiste il servizio militare obbligatorio. Tra questi l’Austria, che però ne ha ridotto la durata a soli 6 mesi. Soldi buttati dalla finestra, per uno strumento praticamente inutile. Dopo sei mesi un soldato è appena in grado di sparare con il fucile, ma non è addestrato a operare a livello di compagnia o di battaglione. Figuriamoci a livello di grande unità. Non sa impiegare sistemi d’arma sempre più complessi. Praticamente in caso di guerra non sarebbe in grado di far nulla.

A questo risultato hanno condotto politiche populiste nel campo della difesa, che hanno ridimensionato lo strumento militare in cambio di voti. Ad aprire la strada era stato il cancelliere socialdemocratico Bruno Kreisky, che nel 1971 aveva ridotto la durata del servizio a 6 mesi, più 2 mesi obbligatori di partecipazione ad esercitazioni. In seguito anche i 2 mesi di esercitazioni erano stati cancellati.

L’Austria poteva permettersi questo lusso in quanto Paese neutrale, ma, per sua fortuna, circondato da Paesi Nato, che l’avrebbero difesa combattendo al posto suo. Ma ora lo scenario è cambiato. L’aggressione della Russia all’Ucraina ha creato tensioni a livello europeo, minandone la sicurezza. Alle minacce tradizionali sul terreno si sono aggiunti attacchi cibernetici e una guerra ibrida che non ha risparmiato nemmeno l’Austria.

Vienna ha avvertito la necessità di reagire, investendo di più nella difesa e decidendo di riformare il suo Esercito, in particolare allungando la durata della ferma. Una commissione tecnica, composta da esperti militari e civili, ha lavorato oltre un anno, formulando alla fine tre proposte di riforma del servizio militare, prevedendone un allungamento della durata. La relazione conclusiva, presentata all’inizio del 2026, suggerisce come soluzione migliore un allungamento di 2 mesi del servizio di leva (da 6 a 8) e in aggiunta l’obbligo di partecipare successivamente a due mesi di addestramento. L’hanno chiamata “Österreich plus”.

Il governo ha avuto bisogno di sei mesi per decidere quale soluzione accogliere, tanto differenti erano le posizioni al suo interno: Övp (Partito popolare) favorevole alla soluzione “Österreich plus”, Spö (Partito socialdemocratico) favorevole a un allungamento minore, Neos (liberali di centro) contrario a ogni proposta, perché favorevole a un esercito di professionisti.

Il rischio di una crisi è stato scongiurato in una seduta estiva del consiglio dei ministri, convocata non nella sede del governo, a Vienna, ma, non a caso, nella caserma Scharzenberg di Salisburgo. L’ambiente avrebbe condizionato le decisioni dei ministri e così è stato. Al termine della seduta, in cui si è discusso anche di altro (dal divieto dei social-media alla protezione di balene e delfini), il consiglio ha partorito anche una soluzione di compromesso sul servizio militare: la durata rimarrà invariata (6 mesi), ma al termine del servizio i militari saranno obbligati a partecipare a tre mesi di esercitazioni. Non si sa quando né come, probabilmente diluite nel tempo.

Resta il problema del servizio civile, cioè quel servizio svolto senza armi da chi rifiuta di indossare la divisa per obiezione di coscienza. La sua attuale durata è di 9 mesi (3 in più rispetto al servizio militare), perché altrimenti la gran parte dei giovani lo preferirebbe, in quanto molto più comodo della vita in caserma. Aumentando la durata della leva – sia pure nella forma del 6+3 (sei mesi di servizio più tre mesi di addestramento successivo) – il numero degli obiettori o sedicenti tali potrebbe aumentare.

Per evitare che ciò accada, la commissione di esperti aveva proposto di aumentare parallelamente anche la durata del servizio civile. È stato questo il punto più discusso nella seduta del consiglio dei ministri in trasferta a Salisburgo. Nettamente contrario Neos. Anche in questo caso è stata trovata una soluzione di compromesso. Gli obiettori di coscienza continueranno a prestare il loro servizio per 9 mesi, purché l’Esercito riesca a reclutare il numero necessario di soldati, che è stato individuato in 13.875 all’anno. Se ciò non accadesse, scatterebbe automaticamente l’allungamento del servizio civile a 11 mesi.

Nota finale. Le norme sul servizio militare sono di rango costituzionale. Per modificarle serve una maggioranza di due terzi del Parlamento, che l’attuale governo non ha. Sarà necessario, quindi, convincere uno dei due partiti di opposizione – Fpö (estrema destra sovranista) o Verdi – a dare il suo voto. L’intesa di Salisburgo tra i partiti di governo non è stata facile. Non sarà facile nemmeno ottenere il voto di Fpö o Verdi.

[Foto Bundesheer]

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