Sabato 7 Novembre 2026

11.04.12 Maria FekterCapita quando si ha sotto gli occhi una carta geografica capovolta, con il nord al posto del sud e il sud al posto del nord: in un primo momento non ci si raccapezza. La sensazione di disorientamento è la stessa quando si esamina il problema profughi-immigrati, capovolgendo la carta dell’Europa e guardando gli sbarchi a Lampedusa con gli occhi di uno svedese, di un tedesco o, per non andar troppo lontano e per restare nell’ambito di questo blog, di un austriaco. In questo caso di un’austriaca: Maria Fekter, la ministra di ferro degli interni della Repubblica transalpina.

Ieri, prima della riunione a Lussemburgo, la Fekter ha accusato l’Italia di “mancanza di solidarietà nei confronti dell’Europa”. Ma come, non eravamo noi, non era il ministro Maroni a lamentare invece la scarsa solidarietà dell’Europa nei nostri confronti? Non era il nostro presidente del consiglio a minacciare addirittura un’uscita dell’Italia dall’Unione Europea? Rovesciando la carta geografica e guardando l’Europa da nord a sud il giudizio è esattamente l’opposto e, giusto o sbagliato che sia, converrà cercare di capire il ragionamento della ministra austriaca.

Ciò che la Fekter ha definito “non solidale” è il permesso di soggiorno per i tunisini immigrati in Italia non come profughi richiedenti asilo politico, ma per ragioni economiche. “Questo provvedimento – ha dichiarato – avrà un enorme effetto ‘aspirapolvere” nei confronti di tutti gli immigrati che arrivano in Italia”. Ciò che indigna la ministra austriaca è che l’Italia, con lo stratagemma dei permessi, cerchi di liberarsene, scaricandoli agli altri partner europei. “La Francia e la Germania hanno respinto questa ipotesi – ha detto – e la respingerà anche l’Austria”.

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Ma – vista la situazione da sud – verrebbe logico appellarsi alla solidarietà degli altri Paesi europei, perché si facciano carico anch’essi degli sbarchi continui a Lampedusa. No, replica la Fekter, perché quello di Lampedusa non è uno tsunami (non ha usato proprio queste parola, ma il senso è lo stesso) e, in proporzione, la piccola Austria ha dovuto far fronte a una quantità tripla di immigrati illegali senza piatire .

Il problema, dunque, non sono gli stranieri che fuggono da Paesi in guerra, i quali hanno diritto a chiedere e a ottenere asilo politico. Il problema è quello dell’immigrazione economica, nei confronti della quale l’Ue non ha definito ancora una strategia efficace e condivisa. Secondo la Fekter andrebbe urgentemente allargato il mandato dell’agenzia Frontex, per dare sostegno sul posto a Paesi come la Tunisia e per una migliore gestione della frontiera nordafricana.

Quanto all’Italia, l’esponente del governo austriaco si è detta convinta che il nostro Paese debba arrangiarsi da solo a fronteggiare il problema, nonostante gli arrivi in aumento di profughi. “L’Italia è un grande Paese – ha dichiarato – deve soltanto dimostrare un po’ di buona volontà per poter sbrigare con serietà la faccenda”. Diverso il discorso per Malta: “Si tratta di un’isola piccola, con pochi abitanti. Nell’eventualità di sbarchi a Malta, in fatto di solidarietà, ci si dovrà comportare con maggiore attenzione di quando non richieda l’Italia”.

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E, tornando al discorso dei permessi di soggiorno, Frau Fekter è stata chiara: “Se l’Italia insisterà a rilasciarli – ha dichiarato – si dovrà ridiscutere l’accordo di Schengen. La Baviera pensa già di ripristinare i controlli di polizia alla frontiera e naturalmente noi austriaci faremo altrettanto”.

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Nella foto, la ministra austriaca degli interni Maria Fekter.

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