Buone notizie per Ktm, il colosso austriaco delle moto, che dallo scorso novembre è sull’orlo del fallimento. L’assemblea degli azionisti di Pierer Mobility, la società “madre” che controlla Ktm (che a sua volta è la maggiore azionista di Ktm Components Srl e Ktm Forschungs & Entwiclungs Srl), ha approvato un aumento di capitale. Le nuove risorse dovrebbero servire a dare ossigeno all’azienda motociclistica. Saranno emesse 16.898.267 nuove azioni. Il capitale di Pierer Mobility è ora di 33.796.535 azioni. La sottoscrizione dei nuovi titoli comporterà, quindi, un aumento del capitale di circa il 50%, portandolo a oltre 960 milioni.
Attualmente il 73,8% di Pierer Mobility è posseduto da Pierer Bjaj, una Spa che a sua volta è per il 50,1% di Stefan Pierer, fino a ieri il boss della casa, e per il restante 49,9% di Bajaj Auto, una delle maggiori industrie automobilistiche in India. Il 24% circa del capitale è ad azionariato diffuso. Si riuscirà a trovare acquirenti per le nuove azioni e chi saranno? Per ora l’unica certezza è che la struttura proprietaria nella “nuova” Pierer Mobility sarà modificata e che Stefan Pierer non sarà più al comando, come è stato finora.
L’altra buona notizia è stata data nella riunione di verifica dell’amministrazione in autogestione della società (più esattamente delle tre società Ktm) avvenuta davanti al Tribunale di Ried e nella quale ha riferito il curatore Peter Vogl. Come è noto, Ktm è in una fase delicata, nella quale deve tentare di risanare i suoi conti (cedendo rami non essenziali e riducendo la produzione e il personale), in modo da poter restituire ai creditori almeno il 30% di ciò che spetterebbe loro.
Le intenzioni sono queste, ma, per procedere con il risanamento dell’azienda e per evitare il fallimento, il piano di risanamento dovrà essere approvato dall’assemblea dei creditori, già convocata per il 25 febbraio. A quella data sarà importante che la società dimostri di essere in grado di rispettare i suoi impegni. Potrà farlo soltanto con l’ingresso di uno o più nuovi investitori, con capitale sufficiente per saldare i creditori (almeno nella misura ridotta del 30%) e di rilanciare l’azienda. L’incarico di cercare i nuovi investitori è stato affidato da Pierer Mobility alla banca di investimenti Citygroup. Il processo è in corso e si sono già fatti avanti 23 potenziali interessati.
Nell’udienza al Tribunale di Ried sono stati forniti anche dati aggiornati sul numero dei creditori e sulla massa passiva. Finora si sono fatti avanti 1.187 creditori per Ktm Ag, 261 per Ktm Components e 390 per Ktm Forschungs & Entwicklungs. Il termine di ammissione al passivo non è ancora chiuso, per cui è presumibile che il loro numero sarà maggiore. Così come sarà maggiore l’ammontare del passivo. Al momento è di 2,173 miliardi per Ktm Ag, 81 milioni per Ktm Components e 112 milioni per Ktm Forschungs & Entwicklungs. In tutto, dunque, i creditori sono 1.838 (cui però si devono aggiungere anche i dipendenti, i cui crediti peraltro rappresentano una parte minima del totale) e l’indebitamento complessivo risulta di 2,366 miliardi. Nell’elenco dei creditori figura anche un centinaio di aziende italiane.
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