Giovedì 20 Giugno 2024

20.11.15 Vienna, folla negozi per lockdown 3 - CopiaVienna locuta, causa finita. Ora sappiamo con certezza (o quasi) quali sono le misure del nuovo “harter Lockdown” proclamato dal governo, visto che dopo 12 giorni di “kleiner Lockdown” la situazione epidemiologica in Austria non presentava alcun segno di miglioramento. Il numero dei ricoveri sono in costante aumento e quelli in terapia intensiva hanno ormai superato la soglia del 30%. Continuando di questo passo – ha pronosticato Herwig Ostermann, direttore di Gög (Gesundheit Österreich) – già nella settimana entrante i pazienti di terapia intensiva saranno 700 (su 2000 posti disponibili) e questo dato è allarmante, perché tra non molto sarà necessario ricorrere al temuto “triage”. I medici dovranno scegliere quali pazienti curare e quali no, in base alle loro probabilità di sopravvivenza.

È questo drammatico scenario che ha indotto il governo ad assumere nuove, più severe misure per il contenimento del contagio. Sono state comunicate ieri pomeriggio dal cosiddetto “Corona-Quartett”, ovvero dal cancelliere Sebastian Kurz, affiancato dal vicecancelliere Werner Kogler, dal ministro della Salute Rudolf Anschober e da quello degli Interni Karl Nehammer. I provvedimenti sono sostanzialmente quelli che avevamo anticipato ieri, ma riteniamo opportuno riproporli in modo schematico, cercando di essere il più possibile chiari.

 

COPRIFUOCO

Viene esteso alle 24 ore il divieto di lasciare la propria abitazione, finora limitato all’arco di tempo tra le 20 e le 6. Sono ammesse le seguenti eccezioni: 1) Scongiurare un immediato pericolo per la vita o la proprietà. 2) Assistenza a persone che ne hanno necessità o nell’adempimento di diritti o doveri familiari. 3) Soddisfacimento dei bisogni essenziali della vita quotidiana quali: incontro con partner non convivente, con un singolo parente stretto, con singoli gruppi di persone con cui di regola si hanno più contatti settimanali; acquisto di beni che servono alla vita quotidiana; ricorso a prestazioni sanitarie; soddisfacimento di esigenze abitative; soddisfacimento di esigenze religiose, come la visita a cimiteri o la visita in forma individuale di luoghi di culto (non quindi celebrazioni liturgiche assembleari); accudimento di animali. 4) Esigenze di lavoro o di formazione. 5) Uscite all’aperto per ristoro fisico e psichico. 6) Cura di pratiche amministrative o giudiziarie improcrastinabili. 7) Partecipazione a elezioni (peraltro non previste nell’immediato). 8) Accesso a luoghi commerciali o aziendali la cui attività è consentita. 9) Partecipazione a eventi previsti nell’ordinanza del governo.

 

MASCHERA

Resta in vigore l’obbligo del distanziamento di non meno di un metro da persone non conviventi e della mascherina naso-boccca in luoghi pubblici al chiuso.

 

TRASPORTI

Sui mezzi pubblici di trasporto e nelle loro pertinenze (stazioni, fermate di autobus, aeroporti ecc.) vige l’obbligo del distanziamento di un metro e della mascherina naso-bocca. In caso di affollamento sono ammesse in via eccezionale deroghe. In auto private e taxi possono sedere al massimo due persone affiancate con obbligo di mascherina. Impianti di risalita (funivie, cabinovie, seggiovie ecc.) non potranno entrare in funzione.

 

NEGOZI E SERVIZI

Sono chiusi in genere negozi, laboratori e luoghi per il tempo libero (teatri, sale da concerto, cinema, musei, scuole di ballo, bagni pubblici, sale da gioco ecc.). Potranno continuare a svolgere la loro attività, invece, laboratori che non comportano vicinanza fisica delle persone (officine per auto, assicurazioni, lavanderie, sartorie ecc.), non invece quelli in cui il distanziamento risulti impossibile (parrucchieri, manicure, centri massaggi; ma non centri massaggi a scopi terapeutici).

Rimarranno aperti: generi alimentari, farmacie, drogherie, prestatori di servizi alle persone con handicap, veterinari, alimenti per animali, prodotti per la sorveglianza e la sicurezza, distributori di benzina e autolavaggio; mercati agrari, comprese aste di animali da macello, prodotti agricoli, sementi, mangimi e fertilizzanti; banche e poste; biglietterie in stazioni ferroviarie e della metropolitana; rivendite di tabacchi e chioschi di giornali; trasporto rifiuti; officine per auto e biciclette, compreso il noleggio.

I negozi potranno essere aperti dalle 6 alle 19 (con eccezione per farmacie, distributori di carburanti, servizi di consegna). Nei negozi vale la regola del distanziamento (un cliente per 10 metri quadrati) e della maschera naso-bocca.

 

RISTORANTI E ALBERGHI

I ristoranti erano chiusi e continueranno a rimanere chiusi. Sono ammesse eccezioni ovviamente per i ristoranti di ospedali, case per anziani e persone con handicap, mense aziendali (ma solo per i dipendenti delle aziende). L’asporto di cibi è consentito dalle 6 alle 19, ma non possono essere consumati nel raggio di 50 metri. Le consegne a domicilio sono consentite 24 ore su 24.

Alberghi e strutture ricettive rimangono chiusi. Possono offrire ospitalità soltanto a persone in viaggio per lavoro.

Tutte le manifestazioni pubbliche sono vietate. Fanno eccezione i funerali (al massimo 50 partecipanti) e le riunioni societarie (consigli di amministrazione, assemblee, consigli sindacali) che non siano in alcun modo rinviabili.

Chiusi tutti gli impianti sportivi. Potranno continuare gli allenamenti soltanto gli atleti professionisti, ovvero quelli che praticano lo sport per lavoro. Ma sarà sempre consentita l’attività sportiva individuale all’aperto.

 

LAVORO

Operai e impiegati potranno recarsi al lavoro in azienda, ove non sia possibile lo smart-working. Sul posto di lavoro è obbligatoria la mascherina, qualora non possa essere rispettato il distanziamento di un metro. Sono possibili altre misure di protezione (lavoro in gruppi fissi di persone, pannelli di separazione), ma il provvedimento del governo non chiarisce se si tratta di obblighi o raccomandazioni.

 

CASE DI RIPOSO

Il personale delle case di riposo (medici, infermieri, assistenti, addetti ai servizi) dovrà sottoporsi a test almeno una volta alla settimana. Qualora i test disponibili non siano sufficienti, si darà la precedenza al personale che ha contatto diretto con gli ospiti. In alternativa sarà obbligatoria la maschera standard professionale (non quella naso-bocca che conosciamo). Gli ospiti potranno ricevere la visita di una sola persona alla settimana, che dovrà esibire un test negativo. In mancanza di test, anche il visitatore o la visitatrice dovranno munirsi di maschera standard professionale.

 

OSPEDALI

Negli ospedali valgono le stesse prescrizioni delle case di riposo. I pazienti potranno ricevere un visitatore soltanto se la loro degenza si prolungherà oltre la settimana. Sono previste alcune eccezioni, per esempio per i degenti di minore età o che necessitano di assistenza (al massimo due visitatori) o per le donne in stato di gravidanza, che potranno ricevere una visita prima e dopo il parto.

 

SCUOLE

Fino a ieri gli studenti delle superiori seguivano le lezioni da casa, tutti gli altri (medie inferiori, elementari e materne) potevano frequentare le loro scuole. Da martedì, invece, tutti a casa fino al 6 dicembre compreso. Scuole elementari e materne, tuttavia, non chiuderanno i battenti, ma rimarranno a disposizione per accogliere alunni di famiglie che non possano assisterli in casa (entrambi i genitori lavorano) o hanno bisogno di particolare assistenza (per esempio, non dispongono di computer). Se, come il governo spera, dopo tre settimane l’epidemia concederà una tregua, alunni e studenti ritorneranno in classe il 7 dicembre, ovvero alla vigilia della festa dell’Immacolata dell’8 dicembre, un lunedì che normalmente sarebbe stato un ponte festivo. Perché non rinviare il rientro al 9? “Perché nella scuola ogni giorno conta”, ha spiegato il ministro dell’Istruzione Heinz Fassmann.

 

CONFINI APERTI

Il lockdown “duro” che entrerà in vigore martedì non dispone nulla per quanto riguarda i valichi di frontiera, che rimangono quindi aperti come sempre. In Austria vige un regolamento per il contenimento del Covid-19, che elenca i Paesi da cui si può entrare senza restrizioni. Vi compare l’Italia e quasi tutti i Paesi europei, per alcuni dei quali (Francia, Belgio, Bulgaria, Croazia, Portogallo, Gran Bretagna) sono previste restrizioni limitate a determinate regioni interne.

Chi si recherà in Austria, quindi, potrà imbattersi in controlli a campione, dove tuttavia non dovrà esibire alcun certificato. Dovrà soltanto dichiarare che nei 10 giorni precedenti è sempre stato in Italia o in uno dei Paesi indicati nell’elenco.

 

Tutte le disposizioni che abbiamo elencato entrano in vigore martedì e resteranno in vigore fino al 6 dicembre compreso. Poi il governo deciderà, in base all’andamento dell’epidemia, se rinnovarle o meno. Rispetto al lockdown di primavera, questa volta l’esecutivo non ha avuto carta bianca. Entro 10 giorni le misure restrittive dovranno essere approvate nella commissione principale del Parlamento, dove il voto a favore è scontato, dato che i commissari dei partiti di governo – popolari e verdi – sono in maggioranza.

* * *

L’ORACOLO DI DELFI

Una delle regole che un giornalista apprende, non appena incomincia il mestiere, è che le notizie non si tengono nel cassetto, ma si pubblicano subito. Ovviamente quando sono state verificate e risultano fondate. Non è necessario che siano ufficiali e suggellate da una sentenza o da un atto pubblico. Quel compito spetta ai notai o agli impiegati del catasto, non ai giornalisti.

Se i giornalisti non si attenessero a questa regola, ma attendessero le conferme ufficiali, molti eventi della storia italiana e austriaca sarebbero ancora ignoti all’opinione pubblica. Gli austriaci, per esempio, non sarebbero ancora a conoscenza della tangente da 9 milioni di euro versata in occasione della privatizzazione del patrimonio di edilizia residenziale dello Stato. L’episodio di corruzione avvenne nel 2007, ma ci sono voluti oltre dieci anni per arrivare a un processo che, dopo oltre 150 (centocinquanta) udienze non è ancora concluso. Aspettiamo la sentenza perché il mondo ne sia informato?

Ieri una lettrice, intervenendo su Facebook, aveva definito l’autore del blog l’”oracolo di Delfi”, perché, a suo dire non avrebbe dovuto anticipare i contenuti del provvedimento di lockdown prima che fossero ufficialmente comunicati dal “Corona-Quartett”. E in un post successivo aveva commentato: “Se Austria vicina avesse aspettato un giorno, poteva informare i propri lettori in modo professionale”. Evidentemente la lettrice confonde la professionalità di un giornalista con quella di un impiegato del catasto. Dove sta la mancanza di professionalità nell’aver pubblicato con un giorno di anticipo provvedimenti che poi hanno trovato quasi integralmente conferma nelle parole del cancelliere e dei suoi ministri?

NELLA FOTO (Christian Fischer per Der Standard), folla davanti ai negozi per gli ultimi acquisti prima del lockdown.

________________

Austria Vicina è anche su Facebook. Clicca “mi piace” alla pagina https://www.facebook.com/austriavicina

Lascia un commento