Venerdì 19 Luglio 2024

L’antisemitismo ha ripreso fiato in Austria, dopo l’aggressione a Israele dei terroristi di Hamas e dopo la reazione israeliana su Gaza. Non che prima fosse del tutto assente, ma ora gli episodi si sono intensificati: un’ottantina nelle due settimane scorse, tra cui il più grave nei confronti dello Stadttempel, la sinagoga più importante della città (ne avevamo riferito il 22 ottobre), da cui ignoti hanno strappato la bandiera di Israele esposta sulla facciata

Nella notte scorsa se n’è aggiunto un altro ancor più allarmante. Ignoti hanno appiccato il fuoco all’edificio di culto annesso al settore ebraico del Zentralfriedhof, il cimitero principale di Vienna, che è anche uno dei più grandi d’Europa. Le fiamme sono divampate nell’anticamera del padiglione principale, la cosiddetta “Zerimoniellehalle”, e fortunatamente si sono spente da sole, probabilmente per l’assenza di materiale infiammabile. Le pareti esterne dell’edificio sono state imbrattate con grandi croci uncinate e la scritta “Hitler”.

Vigili del fuoco e polizia sono intervenuti soltanto al mattino, quando i primi visitatori del cimitero si sono accorti del vandalismo e hanno dato l’allarme. Il fuoco non c’era più, ma i pompieri hanno comunque ispezionato i locali per estinguere eventuali focolai residui. Agenti della polizia criminale (Landeskriminalamt) e dell’antiterrorismo (Direktion für Staatsschutz und Nachrichtendienst) sono rimasti sul posto tutto il giorno, alla ricerca di indizi lasciati dagli autori del gesto.

Il fatto è stato reso pubblico dal presidente della Comunità di culto israelitica di Vienna, Oskar Deutsch, con un post molto asciutto sulla piattaforma X (ex Twitter). Anche questa volta gli autori hanno potuto agire indisturbati, perché la polizia non aveva preso nessuna misura di protezione per le strutture del cimitero ebraico. Era accaduto lo stesso anche per la sinagoga, lasciata senza protezione, benché sia l’edificio più importante della comunità ebraica di Vienna.

Dopo la reazione israeliana all’attacco di Hamas il ministro degli Interni Gerhard Karner aveva annunciato di aver intensificato la vigilanza ai luoghi più importanti legati alla comunità ebraica, ma evidentemente così non è stato. Vi sono istituzioni, come le due sedi dello Jüdisches Museum, presidiate costantemente da poliziotti, anche in tempi per così dire normali, ma il cimitero e la sinagoga sono stati abbandonati alla loro sorte.

Il settore ebraico del Zentralfriedhof si trova in prossimità del cancello 4 del cimitero. Esiste dal 1879, ma nel 1945 era stato gravemente devastato dai bombardamenti alleati (che avevano distrutto circa 3.000 tombe) e poi lasciato in stato di abbandono. Soltanto nel 1991 l’associazione Shalom si era fatta carico del recupero e del restauro delle tombe. Tra esse figurano quelle del medico e scrittore Arthur Schnitzler, esponente del Modernismo viennese, dello scrittore e giornalista Friedrich Torberg, del compositore e cabarettista Gerhard Bronner, del neurologo Viktor Frankl, sopravvissuto ai campi di sterminio e fondatore della logoterapia, e di Otto Soyka, scrittore e giornalista. Il settore ebraico del cimitero centrale di Vienna è di gran lunga il più grande tra quelli riservati alle varie confessioni religiose.

NELLE FOTO, la “Zerimoniellehalle” del cimitero israelitico e il muro di cinta su cui sono state tracciate svastiche e la scritta “Hitler”, da ignoti che poi hanno tentato di appiccare il fuoco all’edificio.

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