Lunedì 24 Giugno 2024

20.05.19 Wiener Philharmoniker, direttore Andris NelsonIl Coronavirus ha paralizzato non soltanto le attività economiche, ma anche quelle culturali. Stagioni teatrali, concerti, festival sono stati annullati o rinviati a tempi migliori. Ma è davvero pericoloso entrare in una sala per ascoltare musica dal vivo?

Lo è forse per il pubblico, se si occupano tutti i posti a sedere, senza rispettare le distanze di sicurezza. Ma non lo è per i componenti di un’orchestra. Ora lo sappiamo con certezza, perché i Wiener Philharmoniker – una delle più prestigiose orchestre al mondo, quella del famoso Concerto di Capodanno – hanno accettato di sottoporsi a un test, dal quale è risultato che nessun orchestrale rappresenta una minaccia per chi gli sta vicino. Con una sola eccezione: chi suona il flauto traverso.

Abbiamo tutti idea di quale strumento si stia parlando, perché. anche se non siamo esperti di musica, il nome ci aiuta a riconoscerlo. Si tratta infatti di uno strumento a forma di canna, lungo circa 70 centimetri, che si tiene orizzontalmente e si suona di lato (da ciò il nome). Su una estremità infatti – i “tecnici” ci perdonino questa descrizione così semplificata e approssimativa – si trova una boccola, ovvero un foro su cui il flautista appoggia le labbra e soffia. L’aria attraversa l’intero flauto ed esce all’estremità opposta, emettendo note che variano chiudendo o aprendo con apposite chiavi una serie di fori posti lungo la canna. Ed è appunto quell’aria “sparata” lateralmente che porta con sé particelle di saliva che potrebbero contagiare chi sta nei pressi.

Per giungere a questo risultato i Philharmoniker si sono prestati a un esperimento che ha comportato l’inserimento di sonde nel naso e la misurazione, con strumenti fotografici, dell’aria emessa dai polmoni, per sapere fino a quale distanza si espande, potendo rappresentare perciò un pericolo per le persone vicine. È un po’ lo stesso ragionamento che viene fatto, distinguendo tra chi cammina e chi, per esempio, fa jogging, perché il respiro più ampio del secondo contamina un’area più ampia.

Nel caso degli orchestrali di Vienna era pacifico fin dall’inizio che chi suona strumenti ad arco (violini, violoncelli, contrabbassi) ha un respiro normale. Pericolo zero per chi siede vicino. L’esperimento, però, ha permesso di accertare che anche chi suona trombe, tromboni, tube, clarinetti e altri strumenti a fiato non costituisce una minaccia: dallo strumento esce un turbine d’aria, che rimane tuttavia nello spazio dello strumentista, senza espandersi nello spazio adiacente o espandendosi solo in misura irrilevante.

Soltanto chi suona il flauto traverso, invece, deve stare attento, perché il soffio d’aria che esce lateralmente dallo strumento può raggiungere i 75 centimetri. Ora che lo si sa, basta posizionare i componenti dell’orchestra, in modo che lo spazio a rischio fianco del flautista sia libero.

I Wiener Philharmoniker sono in quarantena da marzo e vi rimarranno anche per tutto maggio, continuando a esercitarsi individualmente ciascuno a casa propria. Da giugno, però, le prove d’insieme riprenderanno regolarmente, se non altro per poter preparare i brani dei balletti che accompagneranno il Concerto di Capodanno 2021, che gli spettatori nella sala d’oro del Musikverein non vedono, ma vedono invece quanti seguono l’evento in tv. Si sta pensando, inoltre, a una specie di concerto senza pubblico, in streaming, per festeggiare la ripresa dell’attività.

I Philharmoniker, inoltre, sperano di poter tenere almeno qualche concerto al Festival di Salisburgo, che quest’anno avrebbe dovuto celebrare il suo centenario. A differenza di quello di Bregenz, non è stato annullato, ma dovrà essere ricalibrato tenendo conto di tutte le limitazioni imposte dall’emergenza virus (la principale è quella di far arrivare gli artisti dall’estero per le prove, senza l’handicap della quarantena).

Un appuntamento da potersi già segnare in agenda è invece il concerto che i Wiener Philharmoniker eseguono ogni anno all’aperto, nel parco della reggia di Schönbrunn, a cui viennesi e turisti possono assistere gratuitamente. È l’ormai tradizionale “Sommernachtkonzert”, il “concerto di una notte d’estate”, che per una volta dovrà cambiare nome, perché è stato spostato al 18 settembre.

 

NELLA FOTO, i Wiener Philharmoniker guidati dal direttore Andris Nelsons nell’ultimo Concerto di Capodanno.

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