Venerdì 16 Ottobre 2026

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“Mehr Privat, weniger Staat”, “più spazio al privato, meno allo Stato”. Era stato il mantra del primo governo di centrodestra in Austria, quello nato nel 2000 dall’intesa tra Jörg Haider (Fpö) e Wolfgang Schüssel (Övp). Sembrava la panacea di tutti i mali dell’economia e dell’amministrazione pubblica. Si era incominciato con le aziende di Stato cedute ai privati, per proseguire con la vendita di 80.000 alloggi di edilizia residenziale pubblica. Che su quest’ultima operazione il ministro delle Finanze di allora avesse lucrato una tangente di 9 milioni non mette in discussione il principio in sé, legittimamente perseguito da un governo di centrodestra.

“Mehr privat” anche nella sanità, che è sempre meno pubblica. Lo si avverte casualmente in questi giorni dall’emergere di un problema di rimborsi spese, per prestazioni mediche: in gran parte dei Länder austriaci arrivano ai pazienti assistiti dalle casse di malattia con grande rapidità (un paio di giorni, al massimo un paio di settimane), mentre in Carinzia e in Stiria ci impiegano fino a tre mesi. Perché carinziani e stiriani devono attendere così tanto, a differenza dei loro connazionali che vivono altrove? Cos’è che non funziona?

Spieghiamo di che cosa si tratta. Chi ha bisogno di una visita medica, come quella che noi facciamo rivolgendoci al nostro medico di base, in Austria ha due opzioni: può rivolgersi al medico della cassa, al quale non paga nulla, come da noi; oppure a un medico privato di sua scelta (si chiama per questo “Wahlarzt”, che significa “medico di libera scelta”), perché gli ispira più fiducia, perché è più facilmente raggiungibile (un problema che si pone per chi vive in località isolate, non per chi sta a Vienna o a Graz) o semplicemente perché può fissargli un appuntamento senza lunghi tempi di attesa.

La differenza, rispetto all’Italia, è che anche la parcella del “Wahlarzt” può essere rimborsata dal sistema delle casse di malattia austriache (oggi unificate nella Ögk, Österreichische Gesundheitskasse). Il rimborso non è totale, ma in base alle tariffe applicate per i medici alle dirette dipendenze delle casse di malattia (Kassenärzte). Queste tariffe sono fisse, mentre il “Wahlarzt” è libero di stabilire la parcella che vuole per le sue prestazioni. Se è un luminare della scienza, se è un “Dozent” universitario, se si è fatto conoscere per le sue eccezionali capacità diagnostiche può chiedere al paziente un compenso anche molto superiore a quello previsto nel tariffario pubblico.

Comunque, quale che sia l’importo, la cassa di malattia effettua il rimborso applicando la tariffa standard. Anzi, l’80% della tariffa standard, in quanto il 20% viene trattenuto per spese di amministrazione. Tutte queste cose il paziente le sa e ne tiene conto nel decidere se rivolgersi al medico “pubblico” o a uno privato di sua scelta.

Il problema denunciato in questi giorni riguarda soltanto i ritardi ingiustificati nei rimborsi in Carinzia e in Stiria. E la spiegazione che ne è stata data dal presidente dell’Ögk, Andreas Huss, riguarda principalmente, se non esclusivamente, il sistema di comunicazione tra “Wahlärzte” e Ögk. Da un anno tutti i medici hanno a disposizione un sistema elettronico di trasmissione, chiamato “WAHonline”: quando emettono la parcella, il documento arriva in tempo reale anche alla cassa di malattia competente, che può elaborare con la stessa rapidità il mandato di pagamento in favore del paziente assistito. Tempo poche ore o pochi giorni, questo si vede l’importo accreditato sul suo conto corrente.

Ma per ora i medici privati non sono obbligati a servirsi del “WAHonline”. Alcuni preferiscono continuare a rilasciare tradizionali parcelle compilate a mano. I tempi si allungano, specie in alcuni periodi dell’anno (per esempio in tempi di epidemie influenzali), quando le visite mediche si intensificano e le parcelle scritte a mano si accumulano. I ritardi denunciati hanno questa spiegazione, forse perché in Carinzia e in Stiria i medici sono più riluttanti ad adottare le nuove tecnologie, rispetto ai colleghi degli altri Länder.

La pubblicità data a questa diversità di tempi nei rimborsi ha anche richiamato l’attenzione sul numero dei medici: quelli a servizio delle casse sono attualmente 8.321, mentre i medici privati di libera scelta sono 11.189. Il numero di questi ultimi è cresciuto di anno in anno. Dieci anni fa erano 8.255, mentre i medici delle casse erano di più: 8.419. Dunque sempre più medici privati e sempre meno medici pubblici, con un progressivo e inevitabile impoverimento del servizio pubblico, perché quasi sempre sono i medici migliori a voler diventare “Wahlärzte”, potendo contare su una clientela certa. Attualmente la Ögk rimborsa ogni anno 4 milioni di prestazioni di medici privati.

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