Venerdì 19 Luglio 2024

Quando la torta Sacher fu inventata, l’hotel Sacher non esisteva ancora. Il nome non le deriva dall’hotel, che fu inaugurato soltanto mezzo secolo più tardi, ma dal giovanotto che la confezionò la prima volta nel 1832 per gli ospiti alla cena del principe Metternich. Si chiamava Franz Sacher. Non era cuoco o pasticciere, ma soltanto da due anni apprendista cuoco.

Fu il figlio maggiore di Franz Sacher, Eduard, ad aprire nel 1876 l’hotel che conosciamo e che ha conservato il suo nome fino ai giorni nostri, benché i proprietari siano altri e abbiano un cognome diverso. Oggi il Sacher è un hotel a 5 stelle e il prezzo per una notte oscilla tra i 2.130 e i 2.270 euro. Anche la torta ha un prezzo “a 5 stelle” ed è lo stesso sia a Vienna che a Trieste, dove recentemente è stato aperto il primo caffè Sacher al di fuori dell’Austria: 8,90 euro alla fetta, con panna montata di contorno.

Naturalmente non è necessario alloggiare al Sacher per assaggiare la torta. Chiunque può accomodarsi nel caffè o, sarebbe meglio dire, nei caffè annessi all’hotel, alle spalle della Staatsoper. C’è ampia possibilità di scelta tra il “Rote Bar”, il “Grüne Bar”, il “Blaue Bar”, il “Café Bel Étage”. Ciascuno si distingue dagli altri per il colore, la tappezzeria o la lista delle cibarie proposte, ma tutti hanno in comune la torta, sempre la stessa e sempre allo stesso prezzo.

Nei giorni scorsi, dopo radicali lavori di ristrutturazione, è stato riaperto anche il “Sacher Stüberl”, che ora però si chiama “Salon Sacher”. I nuovi interni, progettati dallo studio viennese di architettura Bwm, hanno lo charme dell’Art Deco della Parigi degli anni ’20. Al centro, un banco bar circolare sfaccettato, su cui convergono le bocce luminose del designer viennese Megumi Ito. Ma sono soprattutto le poltroncine in rosso corallo (il colore che identifica il Sacher) a dare nell’occhio, in contrasto con il nero e l’oro delle pareti e del pavimento.

Nel corso dei lavori sono stati riportati alla luce gli stucchi del soffitto, che risalgono al 1881, quando l’hotel era aperto da soli 5 anni. Un altro gioiello del Salon Sacher è il pavimento, ispirato a uno schizzo dell’architetto delle Wiener Werkstätten, Josef Hoffmann, che disegna linee bianche geometriche su uno sfondo nero.

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