Come ogni estate, anche in questa l’estrema destra di tutta Europa si è data appuntamento a Vienna. Il raduno, cui hanno aderito circa 200 persone, è avvenuto nella piazza Karl Lueger, che si affaccia sullo Stubenring. Un luogo scelto non a caso, ma proprio perché intitolata al nome del sindaco antisemita che governò Vienna alla fine dell’800.
L’antisemitismo e il razzismo non sono stati, tuttavia, i temi centrali del raduno di quest’anno. Il “focus” della manifestazione è stata la “Remigration”, come si poteva leggere sui cartelli e sugli striscioni innalzati dai partecipanti. La “remigrazione” sollecitata significa pulizia etnica ottenuta attraverso la deportazione in massa o il rimpatrio volontario degli immigrati, che rappresentano ormai quasi il 20% della popolazione.
È uno scenario che trova consensi in un’ampia fascia della popolazione, anche in chi non è di estrema destra, e che spiega il successo in Austria dell’Fpö. Ma è uno scenario che inquieta il mondo imprenditoriale, nella consapevolezza che senza gli immigrati molte aziende, in particolare nei settori del turismo e dei servizi, sarebbero costrette a cessare l’attività. E inquieta, ovviamente, anche chi governa, perché, senza i 2 miliardi di contributi previdenziali versati dagli stranieri giunti in Austria, per pagare le pensioni quei soldi dovrebbero essere attinti alla fiscalità generale. Ovvero dovrebbero essere chiesti ai contribuenti austriaci non “remigrati”.
Alla manifestazione dell’estrema destra si è contrapposta quella delle organizzazioni antifasciste. L’impegno maggiore della polizia è stato proprio quello di evitare che i due movimenti si incontrassero. Vi sono stati, tuttavia, ripetuti scontri, con lancio di uova e di sacchi riempiti con letame. 48 persone sono state temporaneamente arrestate. Nonostante il numero modesto di partecipanti, la manifestazione dell’estrema destra europea ha bloccato parte del centro storico dalle 14 alle 18 circa, con interruzione della circolazione di tram e autobus lungo il Ring.
Critiche al raduno dell’estrema destra sono state espresse dal vicecancelliere Andreas Babler (Spö) e dai Verdi. “L’odio, la diffamazione, il disprezzo per l’uomo, il razzismo e l’antisemitismo – ha pubblicato Babler sui social – sono fuori luogo sulle strade dell’Austria”. Il leader socialdemocratico ha denunciato i collegamenti dell’Fpö agli identitari e all’ambiente neonazista, di cui rappresenterebbe il “braccio parlamentare”.
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