I missili non sono come le granate sparate da un cannone, che arrivano dove arrivano, seguendo una traiettoria balistica. Hanno un cervello che li guida e, quando serve, fa cambiare loro direzione per raggiungere l’obiettivo. Un ruolo determinante in questa micidiale determinazione della rotta lo giocano i diodi laser, che sono meraviglie tecnologiche multiuso. Servono in guerra per pilotare i missili, ma anche per scopi pacifici, come l’epilazione.
La Russia in questo momento ha un bisogno disperato di diodi, che non è in grado di produrre da sé. Non le servono per le esigenze estetiche delle sue cittadine con troppi peli, ma per lanciare i suoi missili contro l’Ucraina. Non essendo in grado di fabbricarseli in casa, deve acquistarli all’estero, cercando di aggirare le sanzioni.
In questo sistema di triangolazione delle forniture è rimasta coinvolta – consapevolmente o inconsapevolmente, non si sa – un’azienda austriaca, la Roithner Lasertechnik di Vienna, che stava per fornire 28 diodi laser all’infrarosso alla società russa Trv Engineering, colpita da sanzioni sia dell’Ue che degli Usa (i termini per la consegna scadevano oggi). Sarebbero dovuti servire per la guida di missili aria-aria. Non si tratta quindi di missili destinati a colpire obiettivi terrestri in Ucraina, ma lanciati da aerei russi in volo contro gli F16 di cui dispongono ora gli ucraini. Se uno di questi aerei fosse stato colpito, ne sarebbe stata corresponsabile anche un’azienda austriaca.
A scoprire il traffico non sono stati i servizi di intelligence occidentali, ma una società privata di analisi nel campo della sicurezza, la Dallas Park, che ne ha dato comunicazione nel suo sito internet registrato in Ucraina (www.dallas-park.com). La seconda parte del nome è una sigla: Private analytics & Reconnaisance Company. Si autodefinisce come “un team privato di esperti e analisti della sicurezza, uniti nella nostra missione per esporre l’economia russa in tempo di guerra, il suo complesso militare-industriale e i “player” stranieri che le consentono di sopravvivere”.
La Roithner Lasertechnik è una “srl” con sede a Vienna, nella Wiedner Hauptstrasse 76, non lontano dalla sede centrale della Wirtschaftskammer. Il suo direttore Andreas Roithner respinge le insinuazioni di Dallas Park. Sostiene di non avere alcun contatto con la società russa e di aver stipulato un contratto di fornitura di diodi (proprio 18, come aveva svelato il team di analisti ucraino) a una società di Hong Kong, la United Electronics Group Company Limited, senza sapere che uso ne avrebbe fatto e ignorando, a suo dire, che il cliente già due anni prima era stato colpito da sanzioni del Ministero delle Finanze degli Usa per aver fornito materiali alla Russia.
Nell’articolo pubblicato da Dallas Park si sostiene che, dal contenuto di una lettera intercettata tra l’amministratore delegato di Trv Engineering, Mikhail Kolesnikov, e il collega Vasily Aksyonov, amministratore delegato dell’azienda missilistica Azov Optical‑Mechanical Plant, si dedurrebbe un rapporto diretto tra la viennese Roithner e l’azienda russa, destinataria finale dei diodi fatti transitare per Hong Kong. Ma si concede il beneficio del dubbio: l’azienda viennese è specializzata nella produzione di strumenti ottici ed equipaggiamento fotografico. “È possibile quindi – scrivono gli analisti del team ucraino – che da parte russa la Roithner Lasertechnik Srl sia stata fuorviata sull’utilizzo finale dei suoi prodotti. Tuttavia qualsiasi cooperazione con un’azienda russa legata alla difesa è evidentemente tossico e comporta gravi rischi”.
Gli autori dell’articolo di Dallas Park ammettono di non essere riusciti a contattare in tempo l’azienda viennese, per conoscere il suo punto di vista, ma di essersi trovati nella necessità di rendere pubblica subito la triangolazione con Hong Kong, per anticipare la consegna dei diodi, che sarebbe dovuta avvenire proprio oggi. Se queste erano le intenzioni, lo scopo è stato pienamente raggiunto, perché la Roithner Lasertechnik ha comunicato di aver disdetto il contratto di fornitura e di aver interrotto i rapporti con l’acquirente di Hong Kong.
È una buona notizia per l’Ucraina. Le sue città continueranno a essere colpite dai missili e dai droni russi, ma i suoi F16, almeno per un po’, potranno volare più sicuri. I diodi laser che avrebbero dovuto guidare i missili lanciati contro di essi dall’aeronautica russa sono rimasti a Vienna, in un magazzino della Wiedner Hauptstrasse.
NELLE FOTO, l’articolo pubblicato nel sito web di Dallas Park e la lettera inviata dall’amministratore di Trv all’azienda missilistica Azov, in cui viene menzionata la Roithner Lasertechnik di Vienna.
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