Giovedì 22 Febbraio 2024

20.04.14 Vienna, zona commerciale negoziIn Austria il Coronavirus è arrivato quasi due settimane dopo rispetto all’Italia, ma se ne sta andando via prima. Così sembrano dire i numeri dei ricoveri e dei decessi o l’interpretazione che se ne sta dando. Il governo, per bocca del cancelliere Sebastian Kurz e soprattutto del ministro della Salute Rudolf Anschober, raccomanda ogni giorno il rispetto delle regole (simili a quelle italiane), per quanto concerne il rimanere in casa, l’uso delle mascherine, il rispetto delle distanze, ma intanto si prepara al ritorno verso una vita normale.

Un primo passo in questa direzione sarà compiuto oggi, con la riapertura di quasi tutti i negozi. L’annuncio era già stato dato la scorsa settimana, ma nella notte di venerdì il ministro Anschober ha emesso un’ordinanza che definisce i dettagli del provvedimenti. Ricordiamo che i grandi supermercati, le drogherie, le farmacie, i tabaccai erano sempre rimasti aperti. Da oggi si aggiungono anche tutti i negozi con una superficie di vendita inferiore ai 400 metri quadrati, nonché le officine per auto, moto e biciclette, i negozi di ferramenta, le rivendite di materiali per l’edilizia, i vivai, i distributori di benzina con annessi gli impianti per il lavaggio dei veicoli (questo secondo gruppo, indipendentemente dalla dimensione).

In questo modo dovrebbero risultare riaperti l’80 per cento dei negozi, anche se, naturalmente, nessun commerciante sarà obbligato a farlo. Resteranno ancora chiusi i negozi presenti all’interno di centri commerciali e quelli di superficie superiore ai 400 metri quadrati (è stata esclusa la possibilità di ridurre la superficie con transenne provvisorie, per eludere il divieto).

Valgono anche per questi luoghi di vendita le stesse norme già previste per supermercati e farmacie: obbligo della mascherina e limiti all’accesso per evitare affollamenti (si prevede che ogni cliente debba avere a disposizione non meno di 20 metri quadrati). Se all’esterno si formeranno code, le persone in attesa dovranno mantenere una distanza tra loro di almeno un metro. Mentre nei supermercati le mascherine erano messe a disposizione all’ingresso (gratis o a pagamento), nei negozi aperti da oggi ognuno dovrà procurarsele da sé. Dovrà indossarle non soltanto nei negozi, ma anche nei mezzi pubblici di trasporto (autobus, metropolitana, tram). Non disponendo di una mascherina, saranno ammessi anche una sciarpa o uno scialle.

Il provvedimento di oggi, come dicevamo, rappresenta il primo passo di un ritorno alla normalità. Ne seguiranno altri, già previsti in calendario, ma per i quali saranno prese decisioni definitive più avanti: da maggio, apertura di tutti i restanti punti vendita, nonché di parrucchieri; eventuale riapertura di impianti sportivi e teatri; da metà maggio, hotel e settore della ristorazione.

La decisione di accelerare i tempi è vista con preoccupazione dai virologi, che temono un riaccendersi dell’epidemia, ma i settori economici premono per le riaperture. Secondo uno studio condotto dalla società di consulenza “Standort + Markt”, insieme con l’Università Johannes Keplero di Linz, un mese di chiusura del commercio averebbe causato perdite da 2 a 3 miliardi; la fondazione Agenda Austria, vicina all’Associazione industriali, ha invece stimato le perdite a oltre 6 miliardi. Più contenuto il danno nel campo della ristorazione: 1,6 miliardi.

 

NELLA FOTO, una delle vie commerciali di Vienna.

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