Martedì 9 Giugno 2026

Il ballo fa parte della cultura e della tradizione dell’Austria. A volte è un’espressione artistica, che trova il suo habitat naturale nei teatri delle città, a cominciare dall’Opera di Vienna, a volte e un mezzo di socializzazione, testimoniato dalle centinaia di balli che nelle settimane del Carnevale vengono organizzati ovunque. A quello dell’Opera, appuntamento fisso del giovedì grasso a Vienna, non manca mai il Capo dello Stato.

Poteva un Paese così non aver lasciato traccia di questo coinvolgente fenomeno? Il museo dell’Albertina, che custodisce una collezione sterminata di foto d’epoca, ci risponde che no, non poteva. Nella sua “succursale” in Karlsplatz, l’Albertina Modern, ha allestito una mostra dal titolo “Tanzbild”, in cui presenta 120 foto tratte dalla sua collezione, dall’Istituto superiore di arti grafiche e dalla Fondazione Ludwig per l’arte e la scienza austriaca.

“Tanzbild” ripercorre la storia della fotografia di danza, dagli anni ’60 dell’Ottocento ai primi anni ’40 del Novecento. Il periodo tra le due guerre è quello maggiormente rappresentato, durante il quale la danza moderna, a differenza del balletto classico, si sviluppò in un movimento di ampio respiro e divenne parte integrante della vita culturale nei Paesi di lingua tedesca. Il repertorio di immagini nella fotografia di danza è vasto: spazia dai ritratti classici, alle immagini di personaggi e costumi, alle raffigurazioni statiche di pose di danza, fino a istantanee che ritraggono la danza nel suo svolgimento.

La crescente domanda di materiale visivo, ad esempio per la pubblicità o per la pubblicazione su riviste illustrate, portò alla specializzazione di alcuni studi fotografici nel periodo tra le due guerre. Un numero sempre maggiore di fotografe iniziò a lavorare dietro l’obiettivo. Nel settore della danza le donne, in quanto artiste indipendenti ed emancipate, dominavano da tempo la scena.

La collaborazione tra fotografo e danzatore è stata un fattore cruciale: nel migliore dei casi la messa in scena e l’interpretazione di un soggetto nascevano da un dialogo tra le due parti. L’immagine di una personalità e della sua effimera arte che sarebbe stata preservata per i posteri dipendeva tanto dalle soluzioni creative dei fotografi, quanto dalle capacità espressive dei danzatori. Infine, ma non meno importante, i progressi tecnici della fotografia hanno giocato un ruolo significativo nel cambiare le possibilità artistiche e la realizzazione visiva di nuovi soggetti.

La mostra dell’Albertina Modern consente di conoscere questa evoluzione da un secolo all’altro e di conoscere i nomi dei migliori fotografi del tempo, tra cui Erwin Blumenfeld, l’Atelier d’Ora, Hugo Erfurth, Trude Fleischmann, Rudolf Koppitz, Lisette Model, Charlotte Rudolph e Anton Josef Trčka. Tra i ballerini raffigurati figurano Josephine Baker, Anita Berber, Sebastian Droste, Isadora Duncan, Valeska Gert, Hilde Holger, Harald Kreutzberg, Gret Palucca, Anna Pavlova, le sorelle Wiesenthal e Mary Wigman.

La mostra, di cui è curatrice Astrid Mahler, potrà essere visitata fino al 7 giugno, tutti i giorni, dalle 10 alle 18.

[Contributo del Museo dell’Albertina di Vienna]

NELLA FOTO di Charlotte Rudolph del 1924, la danzatrice Gret Palucca.

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