L’elettore oggi non chiede ai politici trasparenza e onestà. Forse chiede altro, ma non sappiamo bene che cosa. Gli esponenti dell’Fpö, il partito dell’estrema destra sovranista, che in giugno si presenteranno alle elezioni comunali di Graz, stando ai sondaggi, vedranno quasi raddoppiare i loro consensi: dal 10,6 al 18%. Ne abbiamo dato notizia ieri. E questo accade mentre il vertice del partito, a livello comunale e regionale, è travolto da uno scandalo nel quale sarebbero stati distratti 1,8 milioni di finanziamenti pubblici. Soldi dei contribuenti, cioè dei cittadini. Anche dei cittadini di Graz, che pure si apprestano a raddoppiare i loro consensi al partito che li ha derubati.
L’indagine della magistratura è complessa e dopo quattro anni non è ancora conclusa. Se ne occupa la Procura di Stato di Klagenfurt, perché quella di Graz si è fatta da parte, dati i rapporti di amicizia tra alcuni magistrati e gli indagati. Ma non è stata la magistratura a scoprire il caso e nemmeno la stampa, come a volte accade. La vicenda è venuta alla luce dall’interno dell’Fpö: un’autodenuncia del segretario del gruppo parlamentare, Matthias Eder, che ha svelato ai magistrati anni di pratiche scorrette nella gestione dei fondi del partito.
I fondi di un partito, in Austria, non sono le quote di iscrizione o i contributi versati dai politici che percepiscono indennità di carica. Sono veri e propri finanziamenti pubblici, del tutto legittimi, che dovrebbero servire ai costi derivanti dalle attività politiche del partito. La sezione di Graz dell’Fpö e il suo gruppo consiliare incassavano dal Comune circa 500.000 euro all’anno. Il periodo preso in considerazione va dal 2014 al 2021. Da tutti i soldi pubblici incassati in quegli anni 1,8 milioni sarebbero stati distratti e usati da alcuni leader per scopi personali. Le accuse sono di frode, appropriazione indebita, uso improprio di sussidi.
Quando nell’autunno 2021 scoppiò lo scandalo l’intera dirigenza dell’Fpö di Graz rassegnò le dimissioni. Sei persone vennero indagate e, poiché nelle indagini sulla vicenda principale vennero alla luce altri illeciti, ai sei indagati iniziali se ne aggiunsero altri tre, per procedimenti collaterali. Nella casa di uno degli indagati fu trovato materiale di propaganda nazista, perseguita dal Verbotsgesetz, a disarmante conferma che in Austria c’è ancora “un passato che non passa”.
I sei indagati dell’inchiesta principale sono Mario Eustacchio, vicesindaco di Graz fino alle elezioni del 2021, vinte allora dai comunisti dal Kpö; Armin Sippel, capogruppo dell’Fpö al Parlamento; il già citato Ederer, a quel tempo segretario del gruppo parlamentare; Roland Lohr, ex consigliere comunale di Graz; Mario Kunasek, presidente della sezione di Graz dell’Fpö.
Da allora sono passati cinque anni. Eustacchio si era dimesso subito da vicesindaco, prima ancora che le indagini avessero inizio, e subito dopo si era dimesso anche dal partito. La sua carriera politica sembrava finita, ma a sorpresa, proprio un anno fa, è stato “ripescato” in consiglio comunale, dove è subentrato al dimissionario Lohr, consigliere indipendente in quanto uscito dall’Fpö. Anche Eustacchio ora e fino a giugno resterà consigliere indipendente. Vale per lui il detto “mai dire mai” in politica.
Anche gli altri indagati hanno cessato l’attività politica, a parte Kunasek che, benché accusato di appropriazione illecita e di non aver impedito le ruberie dei suoi “camerati”, ha partecipato e vinto le elezioni regionali e attualmente è governatore del Land Stiria. L’unico Land dell’Austria a guida Fpö. Kunasek è accusato di irregolarità nella fatturazione per la costruzione della sua casa, il cui progetto era stato redatto dall’arch. Gerald Deutschmann, terzo presidente del Landtag della Stiria e incaricato anche della ristrutturazione della sede dell’Fpö di Graz.
Dopo lo scoppio dello scandalo e le dimissioni in massa del direttivo comunale, i vertici nazionali dell’Fpö avevano affidato la gestione della sezione di Graz ad Alex Pascuttini, ex consigliere distrettuale, e a Claudia Schönbacher, ex consigliera comunale. Sembrava che i due dovessero rimettere ordine nel partito, ma ai vertici nazionali premeva di più sapere chi era stata la talpa che aveva spifferato il malaffare alla magistratura. Già l’anno dopo i due, ritenuti troppo solerti e curiosi, erano stato espulsi dall’Fpö. In consiglio comunale, dove erano stati eletti entrambi nella lista dell’Fpö, avevano creato un nuovo gruppo denominato Korruptionsfreien Gemeinderat Graz (Kfg), “consiglio comunale senza corruzione”, a cui si erano uniti tutti gli altri consiglieri dell’Fpö, meno uno, Günter Wagner, rimasto solo a rappresentare la destra sovranista in consiglio. Nell’inchiesta della magistratura Pascuttini, che si presenterà alle prossime elezioni nella lista di Neos (liberali di centro), ha giocato un ruolo importante.
NELLA FOTO di Taxiarchos228, il municipio di Graz.
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