Martedì 9 Giugno 2026

Per la mostra in corso all’Albertina di Vienna, dedicata all’avanguardia femminista, è stato scelto un titolo in lingua inglese, “Care matters”, che si presta a interpretazioni diverse. Può significare “l’assistenza è importante”, ma anche genericamente “questioni di assistenza”. In ogni caso è di assistenza, di cura, di sostegno che parlano le opere esposte. Un compito che è alla base della convivenza umana e continua a gravare quasi sempre soltanto sulle donne.

La mostra è dedicata agli aspetti esistenziali del lavoro di cura. Artiste donne utilizzano oggetti per creare un linguaggio visivo contemporaneo della cucina. Rendono visibile il lavoro di cura, spesso invisibile e svolto in condizioni precarie. Affrontano il tema della maternità nel contesto del mondo dell’arte. Commoventi fotografie di assistenza agli anziani testimoniano la solidarietà intergenerazionale.

Attraverso le opere esposte si coglie l’evoluzione artistica dall’avanguardia femminista dagli anni ’70 alle posizioni contemporanee. Curatrice dell’esposizione è Gabriele Schor, fondatrice e direttrice del Sammlung Verbund, la collezione d’arte che Verbund Ag ha costruito pezzo per pezzo dal 2004 a oggi. Il Verbund Ag o la Verbund Ag (la sigla Ag sta per Società per azioni) è l’equivalente dell’Enel in Austria. Potrebbe suonare strano che un’azienda del genere si occupi anche di arte, oltre che di chilowattora, ma il suo ruolo su questo fronte risponde all’impegno sociale che ogni grande società dovrebbe avere, non pensando soltanto agli utili. Adriano Olivetti insegna. Pochi purtroppo in Italia ne hanno capito la lezione. In Austria lo ha capito il Verbund.

La mostra ospitata all’Albertina si propone di contribuire alla valorizzazione del lavoro di cura, svolto prevalentemente da donne. Le opere esposte sono delle seguenti artiste: Renate Bertlmann, Elizabeth Catlett, Hannah Cooke, Sandra Eleta, Valie Export (di cui martedì scorso avevamo annunciato la morte a 86 anni di età), Sophie Gogl, Marlene Haring, Lena Henke, Natalia Iguiñiz Boggio, Birgit Jürgenssen, Kirsten Justesen, Anna Kutera, Mierle Laderman Ukeles, Christine Lederer, Karin Mack, Małgorzata Markiewicz, Kelly O’Brien, Frida Orupabo, Letícia Parente, Margot Pilz, Maria Pinińska-Bereś, Margaret Raspé, Laura Ribero, Martha Rosler, Hansel Sato, Anna Schölß, Mary Sibande, Lorna Simpson, Annegret Soltau, Rosemarie Trockel, Nicole Wermers, Akihito Yoshida.

“Care matters” sarà aperta ai visitatori fino al 28 giugno.

NELLA FOTO del Sammlung Verbund, l’opera di Mary Sibande “They don’t make them like they used to” (“Non li fanno più come una volta”), riferito all’abito “in costruzione” di Superman che l’artista affida alle mani di una donna afroamericana.

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