La Russia, pur impegnata sul fronte ucraino – sia militarmente che attraverso i suoi troller – non ha affatto accantonato lo spionaggio industriale. Anzi, forse mai come in questo momento ne ha più bisogno, per acquisire tecnologie occidentali, che possano supplire alle deficienze del proprio sistema produttivo. L’ultimo caso riguarda una società austriaca all’avanguardia a livello internazionale nel trattamento delle acque reflue, utilizzando le più avanzate nanotecnologie. La società si chiama Vta e ha sede a Rottenbach, nel mandamento di Grieskirchen (Alta Austria). La sigla significa appunto “processo tecnologico di trattamento delle acque reflue” (“Verfahrens- Technologische Abwasseraufbereitung”).
Non è dato sapere che cosa se ne faccia delle nanotecnologie nella depurazione delle acque reflue un Paese come la Russia, dove le case – a parte quelle di Mosca, San Pietroburgo e di poche altre città – sono prive di gabinetti e fognature. Sta di fatto, però, che un agente dei servizi di intelligence di Mosca si sarebbe infiltrato nell’azienda austriaca di Rottenbach.
La rivelazione è stata fatta da Christo Grosew, giornalista investigativo bulgaro, che lavora per il giornale online Jetzt. Le sue ricerche estese a un arco di tempo molto lungo hanno portato all’individuazione della presunta spia, di cui aveva potuto accertare i frequenti e regolari ingressi in Austria e i contatti, fin dal 2013, con un ingegnere della Vta, che a sua volta si era recato spesso in Russia tra il 2012 e il 2019, quando la società austriaca stava pensando di espandere la sua attività in quel Paese. Alla fine ci aveva rinunciato – come ha spiegato il suo dirigente Ulrich Kubinger – perché il sistema industriale russo era apparso troppo complicato e il prodotto offerto dalla Vta troppo costoso per quel mercato.
La Vta, che peraltro è presente o è rappresentata in 65 altri Paesi, quando il progetto Russia era ancora in elaborazione, vi aveva inviato ben 12 volte il suo ingegnere per acquisire informazioni. E proprio di quelle frequentazioni avrebbe approfittato l’agente dei servizi russi, spacciandosi come studente ricercatore dell’Università di Kasan. In questa veste aveva addirittura partecipato a un seminario organizzato nella sede della Vta nel 2018.
Che le notizie pubblicate dal giornalista bulgaro siano attendibili lo si evince indirettamente dal fatto che da circa un anno la Dsn (Direktion Staatsschutz und Nachrichtendienst), agenzia di intelligence austriaca, indaga sul presunto agente russo. Non sembra coinvolto nell’azione di spionaggio l’ingegnere avvicinato dalla spia. Il suo legale, infatti, ha confermato che il suo assistito è stato interrogato dalla Dsn, ma solo in veste di testimone.
Un aspetto curioso e al tempo stesso misterioso della vicenda: la Vta ha rinunciato a espandersi in Russia, ma il giornalista bulgaro ha rivelato che in quel Paese esistono comunque più società che portano lo stesso nome, una delle quali dichiara di essere rappresentante ufficiale di Vta Austria. In proposito Kubinger ha dichiarato che fino a due settimane fa non ne sapeva nulla e di aver sporto denuncia nei confronti delle omonime società russe, pur dubitando di poter ottenere qualche risultato.
NELLE FOTO, la sede della Vta a Rottenbach e il suo direttore Ulrich Kubinger.
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