Sabato 6 Dicembre 2025

Gli elettrodotti ad alta tensione sono le “autostrade” su cui l’elettricità viaggia dalle centrali di produzione agli utenti finali. Ma servono anche per trasferire elettricità da una zona in cui se ne produce in eccesso a un’altra, dove ve n’è bisogno ma scarseggia. In questo senso possiamo immaginare le reti di distribuzione dell’elettricità come vasi comunicanti.

L’Austria dispone di un sistema di elettrodotti che consentono di trasferire elettricità da un Land all’altro. Questa opportunità è molto utile e non è stata progettata per caso. Nei Länder occidentali, quelli più montuosi, vi sono molti impianti idroelettrici, che producono elettricità per caduta dell’acqua dai bacini in quota alle turbine a valle. Possono produrne quanta ne serve, non di più, finché i bacini si svuotano. Nei Länder orientali – pensiamo, per esempio, alle pianure pannoniche del Burgenland, ma non solo a quelle – troviamo invece estesi campi eolici. Producono anch’essi corrente, ma solo quando c’è vento. E se c’è vento e ne producono troppa, teoricamente dovrebbero fermarsi, non potendo immagazzinare quella in eccesso.

In realtà le “autostrade” ad alta tensione consentono di non sprecare l’energia elettrica prodotta in eccesso dal vento. Basta inviarla ai Länder occidentali, per azionare le pompe che riportano nei bacini in quota l’acqua scesa a valle per muovere le turbine. In altre parole, l’acqua dei bacini idroelettrici produce elettricità per caduta e poi viene riportata in quota con l’elettricità prodotta nei Länder orientali, che altrimenti andrebbe sprecata. I bacini idroelettrici svolgono quindi la funzione di accumulatori di energia, anche di quella prodotta altrove dalle pale eoliche. E quando le pale eoliche del Burgenland sono ferme, perché non c’è vento, si può riutilizzare l’energia accantonata negli impianti idroelettrici.

Questo meccanismo funziona se funziona la rete di elettrodotti. In Austria, lo abbiamo detto, questa rete c’è, ma presenta un “buco” che non le consente di funzionare al 100 per cento. Quel buco si trova in Carinzia, dove al momento sono assenti elettrodotti in grado si svolgere quella funzione di “vasi comunicanti” di cui abbiamo parlato. La rete esistente è ai limiti della sua operatività, con il rischio di possibili black out.

Per evitare che ciò accada l’Apg (Austria power grid) sta progettando la costruzione di un nuovo elettrodotto da 380 kV, lungo 180 chilometri, che dovrà unire la sottostazione di trasformazione di Lienz, capoluogo del Tirolo Orientale, a quella di Obersielach, nel comune di Völkermarkt (Carinzia orientale). L’Apg è una società pubblica, equivalente in Italia a Terna Spa, che gestisce le reti di trasmissione dell’energia elettrica.

La realizzazione del nuovo impianto dovrebbe chiudere il cerchio dei collegamenti per la trasmissione di energia elettrica tra tutti i Länder dell’Austria. Naturalmente non è una cosa semplice, perché l’effetto invasivo di un elettrodotto del genere richiede il coinvolgimento del Land e di tutti i tutti i Comuni che ne saranno attraversati. L’utilità, per non dire la necessità dell’opera sono fuori discussione, ma tutti vorrebbero che il proprio giardino di casa ne venisse risparmiato. Il confronto con il Land è già incominciato, quello con i Comuni (si prevede che ne siano coinvolti poco più di 40) incomincerà a breve. Poi, una volta individuato il tracciato definitivo, incomincerà anche il confronto con i proprietari che dovranno essere espropriati o il cui terreno sarà comunque sottoposto a una servitù di passaggio.

Il progetto di massima abbozzato prevede che lungo il tracciato di 180 chilometri siano collocati 550 tralicci alti tra i 60 e gli 80 metri. La fascia di terreno attraversata dai cavi comporterà una servitù su un corridoio di circa 60 metri di larghezza. È un progetto soltanto abbozzato, al punto che non è stato nemmeno definito se il tracciato seguirà la valla della Drava o quella della Möll. Una volta stabilita la versione definitiva, questa dovrà essere sottoposta alla valutazione di impatto ambientale.

L’elettrodotto presenta, ovviamente, problemi di impatto visito, ma non ricadute sull’avifauna. Anzi, secondo i naturalisti consultati, uccelli e animali potrebbero addirittura beneficiarne. L’Apg è disponibile ad aggiustare il progetto, tenendo conto delle osservazioni che ne verranno fatte nel corso delle consultazioni a livello territoriale, con una sola esclusione: l’interramento dei cavi. Ciò comporterebbe costi dieci volte superiori (il progetto attuale ne prevede per 3 miliardi), con complicazioni nella manutenzione e tempi di riparazione eccessivamente lunghi in caso di guasti.

Quanto ai tempi, l’Apg non si dà fretta. Conta che all’approvazione definitiva si possa giungere entro il 2029. Se a quella data si potrà dar inizio ai lavori, l’elettrodotto da 380 kV potrebbe entrare in funzione nel 2033. E da quel momento, finalmente, la Carinzia non sarà più a rischio di black out.

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