Lunedì 9 Novembre 2026

Ci sono parole della lingua tedesca che non hanno nulla in comune con l’italiano. Altre invece ci suonano più familiari, perché attingono alla lingua franca inglese o affondano le radici nel latino. Una di queste è “remigrazione”, utilizzata dal generale Roberto Vannacci nella recente assemblea costituente di Nazione Futura. In tedesco si scrive “Remigration” e la “ti” si legge “zeta”, come in latino.

I primi tedeschi a utilizzarla nel significato eufemistico di “deportazione di massa” furono gli esponenti di Alternative für Deutschalnd (AfD), che ne discussero in un incontro carbonaro avvenuto a Potsdam nel novembre 2023. In tale occasione fu elaborato un piano generale di remigrazione, che prevedeva l’espulsione di cittadini tedeschi di origine straniera non considerati assimilati.

All’incontro di Potsdam parteciparono anche esponenti del movimento identitario austriaco, tra cui un medico di Villaco, che in conseguenza di ciò fu immediatamente licenziato dalla clinica per cui lavorava (ne demmo notizia in questo blog il 22 gennaio 2024). A quel tempo, tuttavia, era ancora netta la distinzione tra identitari ed Fpö, il partito sovranista di estrema destra (ma non così estrema come quella degli identitari). Heinz-Christian Strache e poi Norbert Hofer avevano marcato la distanza tra il loro partito, che aspirava ad assumere responsabilità di governo, e il movimento guidato da Martin Sellner.

Quegli argini oggi non ci sono più. Non che gli identitari austriaci siano confluiti nell’Fpö, ma l’Fpö ha dato loro segnali di apertura. L’occasione è stata offerta dalla fondazione del “Remigration Institut” (l’Istituto per la remigrazione), guidato da Martin Sellner, che risulta proprietario del sito web. Il think tank mira a istituzionalizzare le idee dell’estrema destra, sperando di fare proseliti anche al di fuori del mondo germanofono. Questo è uno dei motivi per cui il cosiddetto “Vertice sulla remigrazione” si è tenuto in Portogallo per la seconda volta a fine maggio.

Philipp Huemer, ex leader del movimento identitario di Vienna e collaboratore dell’emittente online di Linz “Auf1”, specializzata in teorie complottiste, la scorsa settimana è stato nominato direttore generale dell’istituto. E – questa la novità – ha potuto darne l’annuncio attraverso l’emittente radiofonica dell’Fpö “Austria first”. Segno che le barriere tra le due aree dell’estremismo di destra si sono dissolte. Che cosa ne pensi Herbert Kickl, segretario politico dell’Fpö, non si sa, ma certi passaggi non possono avvenire senza il suo consenso. Così come, senza il suo placet, la deputata dell’Fpö Susanne Fürst (nella foto) non avrebbe potuto firmare, come ha fatto, la petizione dell’Istituto per la remigrazione, che promuove il “Save Europe Act” (“Legge per il salvataggio dell’Europa”).

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