La Cina è vicina, più di quanto si pensi. Non ci invade soltanto con i suoi prodotti (prodotti ad alta tecnologia, non più la paccottiglia di una volta), ora viene a produrseli direttamente da noi, per aggirare i dazi dell’Unione Europea sulle auto elettriche. L’ultima novità arriva da Graz, la “capitale” austriaca dell’auto. Non nel senso comunemente inteso: non ci sono marchi austriaci di produzione, ma produzione di modelli per marchi di altri Paesi.
A Graz l’industria automobilistica si chiama Magna. Anzi, la ragione sociale completa è Magna Steyr, perché è erede in parte della storica holding austriaca Steyr-Daimler-Puch. I suoi stabilimenti di Graz lavorano per Mercedes-Benz, Bmw, Toyota. Da essi presto usciranno anche auto del marchio Xpeng, casa automobilistica cinese specializzata nella progettazione e sviluppo di veicoli elettrici.
Per la Magna è una benedizione del cielo, perché i contratti con Bmw e Toyota sono in scadenza e probabilmente non saranno rinnovati, stante la crisi dell’auto in Europa. L’arrivo dei cinesi salverà la società e forse anche il posto di lavoro dei suoi 12.200 dipendenti.
Magna dovrà occuparsi dell’assemblaggio di veicoli prodotti in Cina e parzialmente smontati. A Graz arriveranno componenti prefabbricati. I modelli verranno assemblati e completati con elementi come assali e motori. E con le tecnologie più recenti: il G6, ad esempio, è dotato di una batteria ad alto voltaggio LFP (litio-ferro-fosfato) con architettura a 800 volt, priva di minerali rari come cobalto, manganese e nichel, e di una capacità di ricarica di 451 kW (raggiunge l’80% in 12 minuti). Xpeng presenterà i suoi primi veicoli a metà mese a Vienna.
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Per uno straniero che arriva, un altro se ne va. Ci riferiamo alla KTM, l’industria motociclistica austriaca, tra le più grandi al mondo. Lo scorso anno era sull’orlo della bancarotta ed è stata salvata grazie a un’iniezione di capitale di 600 milioni, forniti dal colosso indiano Bajaj Auto, già presente nella holding austriaca con una quota del 49,9%
Ora KTM è salva, ha ripreso a pieno ritmo la produzione, sta addirittura assumendo nuovo personale, ma il “salvatore”, Rajiv Bajaj, amministratore di Bajaj Auto, è il nuovo padrone della casa. Rajiv Bajaj si è accorto che il costo del lavoro in Austria è troppo elevato. Sta dunque pensando di trasferire l’intera produzione in India. In maggio, in un’intervista alla “Kleine Zeitung”, aveva dichiarato: “Una cosa è assolutamente chiara: la direzione industriale rimarrà sempre in Austria”. Sono parole che avrebbero dovuto suonare come un campanello di allarme, perché garantivano la stabilità della direzione. Ma che ne sarebbe stato della produzione? La risposta è venuta in questi giorni.
NELLA FOTO, la Xpeng G6, i cui modelli destinati al mercato europeo saranno assemblati probabilmente alla Magna Steyr di Graz.
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