Sabato 13 Luglio 2024

Dominik Wlazny, in arte Marco Pogo, intende partecipare alle elezioni politiche di settembre con il suo Partito della birra (in tedesco “Bierpartei”). Non si venga tratti in inganno dal nome, che è evidentemente una provocazione, perché il movimento di Wlazny, al di là delle apparenze, ha poco di goliardico.

Marco Pogo, alias Dominik Wlazny, è un medico viennese di 37 anni, che dopo aver lavorato per qualche tempo in un pronto soccorso, ha avuto successo come cantante rock, compositore e cabarettista, tanto da decidere di appendere lo stetoscopio al chiodo e dedicarsi completamente alla musica e allo spettacolo.

Il Partito della birra era nato quasi per scherzo in questa sua nuova attività, dopo il successo conseguito dalla sua band Turbobier, con cui aveva vinto per due volte (nel 2016 e nel 2022) l’Amadeus Austrian Music Award. Lo aveva fatto per divertimento, tanto che uno dei suoi obiettivi “politici” era quello di far zampillare birra dalla Hochstrahlbrunnen, la grande fontana nella Schwarzenbergplatz, inaugurata nel 1873 dall’imperatore, in occasione dell’entrata in funzione del primo acquedotto di Vienna.

E con questo nome Wlazny aveva partecipato alle elezioni comunali, non ottenendo i voti sufficienti per entrare in consiglio, ma riuscendo a far eleggere 11 dei suoi nei consigli di circoscrizione, che a Vienna sono grandi come città. Lui stesso era entrato nel consiglio di Simmering, che è un quartiere di 109 mila abitanti.

A questo punto Wlazny ha smesso di scherzare e ha incominciato a fare politica sul serio, dimostrando più buon senso e maggiore lucidità di altri su temi cruciali come la pandemia, la guerra in Ucraina, l’aumento del costo della vita, la crisi energetica. Lo ha fatto con humor e autoironia e con un linguaggio, il suo linguaggio, che soprattutto i giovani potevano capire meglio.

In questo modo alle elezioni per il presidente della Repubblica, nel 2022, a cui si era candidato senza soldi, senza affiggere un solo manifesto e senza essere invitato quasi mai a confronti televisivi o radiofonici, aveva ottenuto l’8,2%, risultando così al terzo posto. Tra gli elettori sotto i 30 anni aveva ottenuto la fiducia del 20%.

Oggi Dominik Wlazny ha annunciato la partecipazione del suo partito della birra alle elezioni di settembre e la notizia, peraltro non inattesa, ha messo in allarme gli altri partiti. Nessuno ritiene che l’ex medico possa vincere le elezioni, ma pensano che possa pescare voti in tutti i partiti, dall’estrema destra dell’Fpö al Partito socialdemocratico (Spö), con cui pure condivide molte idee. I punti di forza di Wlazny sono la sua novità e la sua genuinità, elementi importanti per poter raccogliere i voti di protesta e persino i voti di chi nelle ultime elezioni aveva smesso di votare per sfiducia nella classe politica.

L’aspetto più interessante, tuttavia, è che la Bierpartei, in barba al nome che porta, non è un partito populista. Non cerca il consenso raccontando alla gente ciò che la gente desidera sentire. Nella campagna per le elezioni presidenziali, per esempio, Wlazny aveva martellato duramente i no wax, prestandosi durante un concerto per vaccinare i presenti che lo avessero voluto (da medico poteva farlo). E sempre in quell’occasione, a proposito della guerra contro l’Ucraina in corso da pochi mesi, si era schierato senza esitazione dalla parte dell’aggredito.

Per questo la sua partecipazione alle prossime elezioni potrebbe ridisegnare i rapporti tra le forze politiche tradizionali e rendere possibili – o impedire – nuovi equilibri. Al giorno del voto – se non vi saranno elezioni anticipate – mancano otto mesi, nei quali avremo modo di vedere quanto sia spumeggiante la birra di Marco Pogo.

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