Coda di precisazioni, dopo l’incontro in Hypo Bank tra azienda e sindacati, conclusosi senza risultati, di cui abbiamo riferito ieri. Arrivano da Hypo Bank, che dopo quell’incontro aveva diffuso un comunicato piuttosto stringato, senza entrare nei dettagli del confronto. La nuova nota, diffusa ieri sera intorno alle 19, consente di comprendere meglio la posizione dall’azienda, che in primo luogo precisa: “Non è previsto alcun licenziamento con lo scadere del mese di ottobre. A quella data, infatti, in assenza di un auspicato accordo, si potrà aprire un’ulteriore fase di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali, come previsto dal Contratto nazionale di lavoro e dalla normativa vigente. Fino ad oggi, peraltro, non c’è stato alcun licenziamento di personale”.
Seguono altre precisazioni. Si rileva che la banca è regolarmente iscritta all’Associazione bancaria italiana (Abi) e che sono attualmente in vigore tre accordi aziendali sottoscritti nel 1996, nel 2000 e nel 2004. “Dopo l’incontro con le organizzazioni sindacali – si legge ancora – la Hypo Alpe Adria Bank ha dato la propria disponibilità a fissare un calendario di incontri con i sindacati. Inoltre, proprio al tavolo del 3 ottobre sono stati messi a disposizione i dati e le informazioni aziendali, di cui i rappresentanti sindacali non hanno ritenuto di prendere visione”.
Hypo Bank conclude sottolineando di “aver sempre rispettato le regole e le norme italiane e continuerà a farlo anche in un contesto economico generale, europeo e italiano, che rimane estremamente complesso. La banca ha sempre sostenuto con la propria attività di erogazione del credito famiglie e imprese, utilizzando in maniera significativa le risorse messe a disposizione dalla controllante austriaca”.
Molte delle enunciazioni del comunicato aziendale sembrano scontate, ma se ne capisce la ragione solo dopo aver letto la nota diffusa qualche ora prima dall’Acon (Agenzia consiglio notizie), che aveva riferito dell’incontro avuto ieri dalle rappresentanze sindacali con la Commissione attività produttive del consiglio regionale e con le assessore Angela Brandi (lavoro) e Federica Seganti (attività produttive), fornendo alcune informazioni equivoche e approssimative. Nel testo dell’agenzia, per esempio, si affermava che Hypo Bank non è iscritta all’Abi, non ha stipulato accordi aziendali, opera senza rispettare le norme italiane, darà corso agli annunciati licenziamenti entro ottobre: tutte affermazioni che non corrispondono alla realtà. Si arriva perfino a sostenere “il drenaggio di risorse dal territorio italiano”, mentre invece finora era sempre accaduto il contrario: il settore leasing era prevalente su quello strettamente bancario, perché poteva investire in Italia risorse che provenivano dalla holding austriaca.
Ecco dunque la ragione della nota diffusa a tarda ora di Hypo Bank. Una reazione scritta in punta di penna, senza mai nominare l’agenzia regionale, per evitare un nuovo fronte conflittuale, mentre è appena aperta una vertenza interna che si preannuncia al calor bianco.
Nell’incontro con la commissione consiliare, presieduta da Federico Razzini (Lega Nord), i sindacalisti hanno esposto la situazione venutasi a creare in Hypo Bank, con l’annunciato licenziamento di 118 dipendenti, e hanno chiesto l’intervento delle istituzioni, per scongiurare questa drammatica prospettiva.
L’assessora Brandi ha confermato l’impegno assunto a settembre di prendere contatti con la “casa madre” a Klagenfurt, confermato dalla collega Seganti. “Stiamo continuando sulla strada individuata a settembre – ha detto l’assessora alle attività produttive – per parlare con l’azionista, poiché il management locale non ha la capacità di arrivare a un tavolo di trattativa. Abbiamo contattato l’ambasciata, attraverso la quale avviare contatti con il Governo austriaco”.
Una prima risposta potrebbe avvenire attraverso il commercialista Lorenzo Snaidero, membro del consiglio di amministrazione di Hypo Italia, che potrebbe svolgere un ruolo di coordinamento per un incontro con la proprietà. “Su questa strada continueremo”, ha spiegato Seganti, riferendo della disponibilità di Snaidero a incontrare Regione e sindacati a un tavolo comune, ma senza nascondere le difficoltà di dover interloquire con un imprenditore-gestore che risiede all’estero.
Oltre alla richiesta di chiarimenti e approfondimenti, da parte dei membri della commissione è stata sostenuta la necessità di far sentire a Hypo Bank la presenza forte dell’istituzione regionale (Agnola, Idv), perché la Regione, di fronte a tutte le verità negoziabili, possa fare la sua parte; l’opportunità di un’audizione della commissione con la proprietà (Tesolat, Udc), condivisa da Antonaz (Sa-Prc) e da Pupulin (Pd), che per le relazioni internazionali connesse alla questione hanno sollecitato l’impegno del presidente della Regione; la richiesta di chiamare l’azienda a un tavolo di discussione (Asquini, Gruppo misto). Istanze che il presidente della commissione Razzini, in accordo con i commissari, sintetizzerà nella richiesta che sarà indirizzata al presidente Tondo, affinché eserciti tutte le pressioni necessarie a evitare che gli esuberi annunciati si traducano in licenziamenti effettivi. Parallelamente, la commissione convocherà la proprietà.
Pieno sostegno ai lavoratori di Hypo Bank è stato espresso in una nota diffusa al termine dell’incontro dal Pd. “Abbiamo condiviso la preoccupazione dei rappresentanti dei dipendenti – hanno dichiarato Pupulin, Marsilio, Della Mea – per dare un contributo politico alla giusta causa della difesa dell’occupazione dei lavoratori di Hypo Bank Italia. Abbiamo proposto un intervento diretto del presidente Tondo, che sinora ha mantenuto un profilo troppo distaccato sulla delicata vicenda, perché si faccia carico di chiedere il ritiro di qualsiasi tipo di procedura contrattuale o normativa, che possa condurre automaticamente al taglio programmato dei 118 dipendenti”.
È opportuno, a parere dei consiglieri del Pd, avanzare la richiesta di un confronto su un programma industriale che riguardi le prospettive della società finanziaria. “Non è possibile capovolgere un percorso, che non può partire dalla semplice riduzione degli organici in assenza di qualsiasi preciso programma di riorganizzazione, che garantisca un solido futuro all’occupazione”. Trattandosi inoltre di un rapporto con implicazioni bilaterali tra stati nazionali, è necessario che vengano coinvolti i ministeri competenti, in particolare quello dell’economia. Non è infatti accettabile che, per salvare gli equilibri finanziari ed economici in un altro Paese dell’Europa comunitaria, si scarichino gli effetti di ristrutturazione e taglio degli organici sui dipendenti di una controllata italiana, con forti interessi nella nostra regione.
Una situazione giudicata gravissima anche dal consigliere Alessandro Tesolat (Udc). “I rappresentanti sindacali – ha affermato Tesolat – ci hanno descritto un quadro desolante e censurabile, dal quale si evince che la proprietà della banca austriaca e della controllata italiana non stanno dando alcuna spiegazione di carattere industriale sulle motivazioni dei previsti licenziamenti”.
Nella foto, le assessore della Regione Friuli Venezia Giulia, Angela Brandi e Federica Seganti, che ieri hanno partecipato all’incontro della Comissione consiliare attività produttive con le rappresentanze sindacali di Hypo Group.