Mercoledì 22 Maggio 2024

20.06.04 Valico Coccau Tarvisio - CopiaDa oggi l’Austria apre le sue frontiere verso tutti i Paesi confinanti, con esclusione dell’Italia. Ciò significa che gli austriaci potranno andare dove vogliono, senza più esibire documenti, autocertificazioni e test negativi al Covid, come prima che esplodesse l’epidemia da Coronavirus. I controlli restano in vigore soltanto ai valichi con il nostro Paese, che proprio ieri, al contrario, aveva deciso di aprire le sue frontiere a tutti i cittadini dell’Unione Europea, della Svizzera, della Gran Bretagna e della Norvegia. Gli austriaci, quindi, troveranno le porte dell’Italia spalancate, ma al loro ritorno in Austria dovranno avere in tasca un certificato medico che li dichiari negativi al Coronavirus o, in alternativa, sottoporsi a una quarantena di 14 giorni nel loro domicilio.

L’annuncio è stato dato a Vienna a conclusione di una riunione a cui hanno partecipato i ministri degli Esteri, Alexander Schallenberg, quello degli Interni, Karl Nehammer, la ministra per l’Europa, Karoline Edtstadler, tutti dell’Övp, e il ministro della Salute, Rudolf Anschober (Verdi). Questa volta non era presente, invece, il cancelliere Sebastian Kurz. La sorpresa è stata doppia. In primo luogo perché ci si aspettava che l’apertura dei valichi fosse fatta decorrere dal 15 giugno, come finora era sempre stato detto, mentre invece è stata anticipata di quasi due settimane. In secondo luogo, perché alla vigilia erano circolate voci insistenti che anche l’Italia sarebbe stata della partita.

Così invece non è stato. Il ministro Anschober ha spiegato che la cautela nei confronti dell’Italia è dovuta al numero ancora elevato di contagi in Lombardia e in altre due regioni che non ha nominato, ma che l’evoluzione dell’epidemia sarà costantemente valutata e ripresa in esame tra una settimana. Insomma, prima del 15 giugno la situazione potrebbe cambiare anche per noi o quantomeno per alcune nostre regioni meno colpite dal virus. È stata menzionata la Provincia di Bolzano, da dove giungono a Vienna forte pressioni per la riapertura del Brennero. Ma è chiaro che, se si consentono i transiti in quella direzione, verrebbero consentiti anche verso il Friuli Venezia Giulia e il Veneto. In questa ipotesi vi sarebbe l’impossibilità “tecnica” di controllare i movimenti dei cittadini austriaci, che, una volta entrati in Italia, potrebbero recarsi ovunque, perfino a Codogno. Ma il via libero – è stato spiegato – verrebbe dato appellandosi al loro senso di responsabilità.

L’unica ragione del veto ancora in vigore nei confronti dell’Italia sarebbe di ordine sanitario: troppi contagi, troppo elevato il rischio di turisti che tornano a casa portando con sé il virus. Ma esistono davvero dati oggettivi che certifichino questo rischio? È una domanda che molti si sono posti dopo aver ascoltato ieri il telegiornale delle 13: prima notizia, l’apertura dei confini austriaci con esclusione dell’Italia; seconda notizia, l’apertura della Germania dal 15 giugno verso 31 Paesi, compresa l’Italia. Dunque, per l’Austria siamo una minaccia, ma non per la Germania?

È evidente che la scelta è politica e in essa pesano anche altri fattori, in primo luogo quelli economici. Per l’Austria, ma anche per l’Italia, conta molto il turismo estivo. Ma contano anche gli scambi commerciali. Il deputato friulano Renzo Tondo ci informa di un messaggio ricevuto ieri mattina da Petra Oberrauner, deputata socialdemocratica a Vienna, già vicesindaca di Villaco. Nel Parlamento austriaco si è costituito un gruppo traversale di “amici dell’Italia”, che preme su Kurz per l’apertura dei confini e per gli aiuti dell’Ue al nostro Paese. “L’Italia è il secondo partner commerciale dell’Austria, per un valore di 23 miliardi. Se questi scambi vengono meno, dove li troviamo quei soldi?”

Ci sono “amici dell’Italia” in Parlamento, ma anche in molti giornali austriaci, che non capiscono l’ostinata chiusura del governo Kurz verso il nostro Paese. Non più tardi di due giorni fa la “Kleine Zeitung” aveva dedicato due pagine a un’intervista a Riccardo Illy, l’industriale triestino del caffè. Il titolo riporta una sua dichiarazione: “È tempo di riaprire i confini con l’Italia”.

 

NELLA FOTO, il valico di confine di Coccau (Tarvisio), dove i controlli da parte austriaca continueranno anche nei prossimi giorni.

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